Lavoro nero e contributi, controlli sempre più efficaci nella Granda
16 maggio 2017
Cuneo
Cuneo - Nel corso del 2016 sono stati 833 i lavoratori non in regola (di cui 338 completamente “in nero”) scoperti nella Granda dall’ex Direzione territoriale del lavoro, che dal 1° gennaio scorso è ufficio periferico dell’Ispettorato nazionale del lavoro, diretto da Sergio Fossati (al centro nella foto, con alcuni responsabili degli uffici). E in questi mesi l’accorpamento delle funzioni ispettive dell’ex Dtl con Inps e Inail ha già prodotto frutti importanti: rispetto ai 2.190.000 euro come base imponibile di monte salari per il recupero di quote Inps e Inail, nei primi quattro mesi del 2017 questa cifra ha già superato i 4.800.000 euro, più del doppio di tutto lo scorso anno, e una stima prudenziale per l’anno fissa il totale tra i 7 e i 9 milioni, almeno. Nel corso del 2016, tra le oltre 20.000 aziende con dipendenti in Granda sono stati effettuati (dai circa 30 operatori che si occupano di ispettorato del lavoro) 1.041 accessi ispettivi, con un tasso di irregolarità del 51,3%: non era quindi in regola un’azienda su due, tra quelle individuate (segno quindi di un’attenta analisi della situazione per effettuare controlli mirati). La percentuale di irregolarità è più alta nel terziario e negli esercizi pubblici (58,7%), per l’industria si attesta al 50,7%, per l’agricoltura al 46,6% e per l’edilizia al 38,5%. E dei 338 lavoratori totalmente in nero, 249 erano nel terziario; nove, invece, gli extracomunitari clandestini; in un caso, c’era anche una persona minorenne. Tutti questi controlli hanno portato a 1.312.000 il totale delle sanzioni irrogate nel corso del 2016; nel periodo gli importi effettivamente incassati (con un calcolo più complesso che comprende annualità, rateizzazioni, altre sanzioni) sfiorano i 690.000 euro, di cui 195.000 in sanzioni amministrative (verbali), 419.000 in ordinanze e ingiunzioni, 72.000 in sanzioni penali.Per il 2017, le linee di fondo saranno ancora il contrasto al lavoro nero, a fenomeni di sfruttamento e caporalato, alle altre forme più “sottili” (ma non per questo meno pericolose) di irregolarità, come le cooperative spurie e le esternalizzazioni produttive.