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Lunedì 27 settembre 2021

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Piozzo, un paese ricco di storia e tradizioni

Ben 13 tra chiese e cappelle, un castello, oltre ad alcuni edifici di pregevole interesse artistico

La Guida - Piozzo, un paese ricco di storia e tradizioni

 

 

 

Piozzo – Famosa per le sue coloratissime e variegate zucche, “Plotius”, l’attuale Piozzo è ricca di storia e di tradizioni, vantando ben 13 tra chiese e cappelle, un castello, oltre ad alcuni edifici di pregevole interesse artistico. Tra gli edifici storici presenti nel paese troviamo il belvedere mozzafiato dell’Alba Rosa, quello che per i piozzesi è il “più bel posto del mondo”. Il castello, ricostruito nel XV secolo sul sito di una precedente fortezza, fu dimora dei vari signori di Piozzo e infine il Santuario della Madonna della Mirra per molto tempo luogo di preghiera e di esercizi spirituali. Costruito sui resti di un’antica chiesa del XV secolo, resta tra gli affreschi dell’abside, l’immagine della più bella “Madonna in mandorla” del monregalese. La chiesa del Santo Sepolcro (lo Spurgh), risalente al X secolo, è uno tra gli esempi più belli di architettura romanica del monregalese. Le pareti dell’abside furono dipin te dal pittore Giovanni Mazzucco. A pianta quadrata e di modeste dimensioni, la cappella di San Bernardo (IX secolo) fu edificata sul basamento di un’antica torre da guardia. Essendo posta ai margini dell’antico tracciato che portava a Pedona (via Marenca) servì anche da ricovero ai pellegrini. L’interno presenta splendidi affreschi. La chiesa parrocchiale di Santo Stefano (1685) è stata eretta su una chiesa precedente ed è in stile barocco piemontese. Una sola navata e quattro cappelle laterali con un interno ampio e luminoso.

Il Santuario di Nostra Signora dell’Alba Rosa venne eretto sulle alte rocche del Tanaro, a pianta ottagonale a cui furono aggiunti un portichetto, la sacrestia e un’esile campanile a vela. La chiesetta volge la sua facciata al porto di Piozzo, il Navetto. Curioso il nome: dalla bianca (alba) rosa che il Bambino tiene in mano o per lo spettacolo indimenticabile che si gode all’alba quando le colline si colorano di rosa. La seicentesca chiesa della Madonnina (1660) narra della guarigione miracolosa di una bambina che aveva pregato la Madonna dipinta sul muro di una casa. La chiesa di San Bobbio fu eretta nel XI secolo, all’interno si può ammirare un quadro con Madonna, Sant’Antonio e San Bobbio. Chiude la carrellata la cappella di San Pio V e San Bartolomeo, nel verde di località Roverde, sul limitare dell’omonima cascina. Fu eretta per volere dell’abate Bartolomeo Mantilleri che alla sua morte, con cascina e circa 200 giornate piemontesi di terreni, la lasciò alla Compagnia del Suffragio di Mondovì.

 

 

 

 

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