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Mercoledì 7 dicembre 2022

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L’inseguimento durante il coprifuoco nel Covid costa 20 mesi di carcere

Condannato l'uomo autore della fuga dalla Polizia avvenuta per le vie del centro di Cuneo la sera del 5 marzo 2021

La Guida - L’inseguimento durante il coprifuoco nel Covid costa 20 mesi di carcere

Cuneo -La spericolata fuga dalla Polizia avvenuta per le vie del centro di Cuneo la sera del 5 marzo 2021 in periodo di coprifuoco, è costata a S.A. di origini marocchine, la condanna a un anno e 8 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. L’uomo cui era da tempo stata sospesa la patente, quella sera viaggiava insieme a C.A. italiano, imputato anch’egli di concorso per i due reati,  a bordo della Fiat Punto prestata da un altro amico, N.A. di origini albanesi, imputato nel processo per favoreggiamento e detenzione di droga a fini di spaccio. L’auto era stata avvistata dalla pattuglia della Polizia mentre attraversava a velocità sostenuta l’incrocio tra corso Dante e via Bassignano, “accendemmo il lampeggiante e segnalammo al conducente di fermarsi – aveva riferito in aula uno dei due agenti sulla volante – ma quello accelerò e prese via Bassignano in contromano salendo sul marciapiede per evitare un’auto in senso opposto”.
In piazza dello sferisterio l’auto fece un testa coda e gli agenti se la trovarono davanti, si misero di traverso ma la Fiat li speronò e scappò. In via Meucci un’altra manovra pericolosa in retromarcia causò il danneggiamento di alcune auto parcheggiate e dopo un nuovo tentativo della Polizia di fermare quella corsa folle, l’auto riuscì a dileguarsi. Fu trovata poco più tardi parcheggiata in Lungostura XXIV Maggio riconoscibile dai danni subiti. Dalle indagini si risalì al proprietario N.A. che dopo aver acquistato l’auto non aveva fatto la voltura e non l’aveva neanche assicurata. Chiamato in Questura, l’uomo disse che non l’aveva guidata lui l’auto, ma fu molto vago nel fornire indicazioni sulla persona a cui l’aveva prestata.
“Gli dicemmo di accompagnarci a casa sua per una perquisizione – ha riferito in aula uno degli agenti della volanti – ma quando arrivammo sulle scale del pianerottolo, si sedette sui gradini dicendo che non voleva farci entrare”. Quando alla fine gli agenti riuscirono ad entrare in casa trovarono dieci grammi di cocaina e gli strumenti per il confezionamento della dosi. Di qui le accuse di detenzione a fini di spaccio e di favoreggiamento nei confronti del conducente dell’auto, reati per i quali è stato condannato a 9 mesi di reclusione e 1200 euro di multa. Assolto invece il passeggero della Fiat Punto che si è trovato coinvolto in quel pazzo inseguimento senza poter fare niente, “quando la Polizia gli ha intimato di fermarsi si è messo paura ed è scappato – aveva dato C.A. in aula – non volevo trovarmi in quella situazione ma ho capito che aveva paura perché era senza patente; era terrorizzato e non mi ascoltava e io non potevo buttarmi giù dall’auto in corsa”.

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