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Martedì 6 dicembre 2022

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Inaugurata la nuova casa delle imprese industriali della Granda

L'ex Casa di Betania accoglie gli uffici dell'organizzazione datoriale. Assemblea con il presidente nazionale Carlo Bonomi

La Guida - Inaugurata la nuova casa delle imprese industriali della Granda

Cuneo – Nella mattinata di oggi (giovedì 23 giugno) Confindustria Cuneo ha inaugurato la nuova sede, in occasione dell’assemblea annuale e alla presenza del presidente nazionale dell’organizzazione, Carlo Bonomi. Gli spazi dell’ex “Casa di Betania” in via Bersezio sono stati rinnovati per unire bellezza e funzionalità, in una struttura il cui pregio è stato ulteriormente valorizzato. Il taglio del nastro è stato preceduto dall’assemblea per l’organizzazione fattoriale che riunisce quasi 1.200 realtà imprenditoriali della Granda, con ospiti che hanno stimolato il confronto e le riflessioni su lavoro, impresa e attualità. Ha concluso gli interventi il presidente nazionale Carlo Bonomi, che ha ricordato i costi di provvedimenti come “quota 100″ e il reddito di cittadinanza, ma soprattutto l’importanza di aprire una stagione di vero riformismo (ora che le risorse pubbliche sono più che mai disponibili) per rendere il Paese efficiente, inclusivo e competitivo. E per superare disuguaglianze di genere, generazionali, di territorio e di competenze che durano da 161 anni, da quanto è nato questo Paese”. Bonomi ha invitato anche al “basta slogan”, a partire dal salario minimo: “Confindustria ha rinnovato i contratti collettivi nazionali di lavoro e i nostri sono quelli in cui si viene pagati di più. I richiami vanno fatti altrove”. E ha ricordato l’esplosione del debito pubblico a fronte di scarsi effetti sociali: “Negli ultimi undici anni il debito pubblico è passato da 1.900 a 2.700 miliardi, nello stesso periodo i poveri in Italia sono raddoppiati, giungendo lo scorso anno a 5,6 milioni. Com’è possibile? Colpa delle politiche dei bonus e degli una tantum, di una spesa pubblica inefficiente che non ha contrastato la povertà e che quindi è stata un fallimento. E senza avere nemmeno un’anagrafe della spesa sociale”. Il numero uno degli industriali ha ricordato il “Patto per l’Italia” lanciato due anni fa nella sua assemblea nazionale: “Ricevemmo l’ok di Draghi, aspettiamo ancora gli altri convenuti al tavolo”.

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