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Sabato 3 dicembre 2022

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Solo imprudenza, assolto l’automobilista che investì un bambino a Mondovì

Né lo zio che aveva fermato l’auto davanti a casa del nipote per portarlo a scuola, né il conducente del veicolo che lo sorpassò sono stati ritenuti responsabili dell’incidente al bambino di 8 anni a cui venne diagnosticata una doppia frattura alla gamba

La Guida - Solo imprudenza, assolto l’automobilista che investì un bambino a Mondovì

Mondovì – Nè lo zio che aveva fermato l’auto davanti a casa del nipote per portarlo a scuola, né il conducente del veicolo  che lo sorpassò possono essere ritenuti responsabili dell’incidente di cui rimase vittima il bambino di 8 anni, urtato dall’auto in sorpasso, riportando una doppia frattura alla gamba, con prognosi di guarigione di 90 giorni.
A conclusione del processo per lesioni stradali colpose, il giudice ha assolto i due imputati, E.A., zio del bambino e l’altro conducente C.M. perché la loro condotta in quell’occasione non costituisce reato.
Il 27 settembre del 2018 lo zio era andato a prendere il nipote per portarlo a scuola e si era fermato davanti alla casa del piccolo, sul lato opposto della strada. Su quella stessa carreggiata proveniva C.M. che sorpassò l’auto in sosta proprio nel momento in cui il bambino usciva correndo dalla casa il cui portoncino dava direttamente sulla strada priva di marciapiede.
Dalle perizie tecniche è emerso che nessuno dei due aveva violato il codice della strada che in effetti consentiva la sosta dove E.A. si era fermato e non vietava il sorpasso a C.M. che dalle verifiche tecniche non superava il limite consentito in quel tratto.
“Anche se non ci sono colpe specifiche – aveva comunque concluso il pubblico ministero in udienza – c’è per entrambi i conducenti una colpa generica di imprudenza, perché il primo veicolo non avrebbe dovuto comunque fermarsi in quel punto e l’altro non avrebbe dovuto eseguire il sorpasso in un tratto di strada così stretto, con case su entrambi i lati e con una curva cieca e pochi metri di distanza. Questo è il processo alla nostra fretta quotidiana che ci fa commettere gravi imprudenze”.
Per entrambi era stata quindi chiesta la condanna a 2 mesi di reclusione, mentre la parte civile aveva chiesto un risarcimento di 80 mila euro. Il giudice ha invece accolto la richiesta di assoluzione avanzata dalle due difese che hanno rispettivamente rilevato la correttezza delle manovre effettuate dai propri assistiti.

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