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Lunedì 15 agosto 2022

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Liste farlocche e liste uniche, i problemi dei piccoli Comuni al voto

L'Uncem segnala i due problremi e chiede al legislatore di intervenire

La Guida - Liste farlocche e liste uniche, i problemi dei piccoli Comuni al voto

Cuneo – Liste farlocche e liste uniche. Un doppio proplema per i piccoli Comuni che vanno al voto, come segnala l’Uncem.

Aumentano i Comuni italiani al voto nel fine settimana con una sola lista candidata: 30 in Piemonte, 27 in Sardegna, 18 in Lombardia, 17 in Veneto, 10 in Calabria, 7 in Campania, 3 nel Lazio, 2 in Liguria, 2 nelle Marche, 2 in Abruzzo, 2 in Basilicata, 1 in Emilia-Romagna, in Puglia, Molise, Umbria. Una situazione che si è “consolidata” negli ultimi anni, nelle ultime tornate amministrative.
“Una situazione  – dice Marco Bussone, presidente Uncem – che ha molteplici concause, di complessa analisi, compresa la necessità di una revisione del sistema delle Autonomie locali con una celere revisione : serve un ripensamento importante dell’assetto istituzionale dello Stato, anche attraverso un “Sinodo dei Comuni” urgente,  per il Paese degli 8 mila campanili. Che devono sempre di più essere chiamati a lavorare insieme. Nessuno si salva da solo. Manco un Sindaco con il suo Consiglio comunale. Il numero in aumento di liste uniche richiede analisi, riflessione, azione legislativa. L’impegno del Sindaco è gravoso, pieno di responsabilità, e trovare persone disposte a mettersi in gioco, nei piccoli Comuni e nei centri di medie dimensioni, è evidentemente più complesso del passato”.
“Ma vi è un secondo problema, non collegato al primo, nelle elezioni nei Comuni con meno di mille abitanti – sottolinea il pPresidente Uncem – ovvero la presenza di ‘liste farlocche’. Non essendoci nei piccoli Enti obbligo di raccogliere firme per presentare lista di candidati Sindaco e Consigliere, arrivano da ogni dove liste farlocche, nate per prendere qualche Consigliere, volute da partiti politici, da ideologie che si trasformano in liste, da chi vuole portare a casa qualche ora di permesso per il mandato elettivo o esercitare una funzione che ha poco a che fare con la democrazia, essendo molte di queste liste completamente avulse dalle comunità e senza alcun legame con i territori. Situazioni poco positive per chi invece si candida per mettersi a disposizione della propria comunità perché vive il Comune”.

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