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Lunedì 27 giugno 2022

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È ufficialmente partito il 69ª Raduno Nazionale dei Bersaglieri a Cuneo

I fanti piumati per la prima volta nella storia, sfileranno a passo di corsa per le vie di Cuneo, città che ha dato i natali e ha ospitato il 1° Reggimento Bersaglieri

La Guida - È ufficialmente partito il 69ª Raduno Nazionale dei Bersaglieri a Cuneo

Cuneo – Con la conferenza stampa nel Salone d’Onore del Municipio di poco fa è ufficialmente iniziato il 69ª Raduno Nazionale dei Bersaglieri che quest’anno, per la prima volta nella storia, sfileranno a passo di corsa per le vie di Cuneo, città che ha dato i natali e ha ospitato il 1° Reggimento Bersaglieri.
Dopo un rinvio di due anni a causa della pandemia, fino a domenica 22 maggio Cuneo viene invasa dai fanti piumati, quasi un ritorno a casa per i bersaglieri visto che qui è nato il 1° Reggimento del Corpo.
Sono 69 le fanfare ufficiali dei bersaglieri in Italia che parteciperanno all’evento e di queste ben 55 saranno ospitate nelle città delle province di Cuneo, Torino, e Asti. In città sono attese quasi 100.000 persone provenienti da tutta Italia e dall’estero tra bersaglieri, familiari, turisti e personale di supporto.
“Siamo certi che l’evento sarà l’occasione per festeggiare tutti insieme la storia del Corpo – dicono gli organizzatori -, una storia legata a doppio filo a quella del nostro splendido paese e per lasciarci alle spalle il delicato momento che ancora stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid 19”.
Il legame tra il corpo e Cuneo affonda infatti le radici nella storia. Originario della provincia di Cuneo era il primo bersagliere d’Italia, il cheraschese Giuseppe Silvestro Vajra. Nato a Cherasco il 31 dicembre 1813, fu soldato volontario nella Brigata Granatieri della Guardia – 4° reggimento Granatieri di Lombardia. Nel 1835 il capitano Alessandro Ferrero della Marmora, sapendo che Carlo Alberto riordinava l’Armata, si rivolse direttamente a lui presentando una “proposizione per la formazione di una compagnia di Bersaglieri e modello di uno schioppo per loro uso”. Il re volle vedere la scura e “strana” uniforme bersaglieresca e La Mormora scelse uno dei suoi migliori sergenti, Giuseppe Silvestro Vayra, trasformandolo in modello. Sia la proposta, sia la divisa piacquero a Carlo Alberto, che il 18 giugno 1836 emanò il decreto di istituzione nell’Armata un corpo di Bersaglieri e La Marmora fu promosso maggiore e posto al comando dei neonati reparti.

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