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Giovedì 19 maggio 2022

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Charles de Foucauld viene proclamato Santo e la Città dei Ragazzi fa festa

A Roma la canonizzazione di Charles de Foucauld e alla Città dei Ragazzi un pomeriggio di spiritualità

La Guida - Charles de Foucauld viene proclamato Santo e la Città dei Ragazzi fa festa

Cuneo – Domani, domenica 15 maggio, in piazza San Pietro in Vaticano, alle ore 10, Charles de Foucauld verrà proclamato Santo. La Comunità della Città dei Ragazzi a cui la comunità è intitolata parteciperà alla gioia della canonizzazione in Vaticano facendo un pellegrinaggio con un pullman tra fratelli e sorelle della comunità e amici del movimento.
Inoltre sempre domenica 15 maggio nelle comunità delle Città dei Ragazzi si vivrà un pomeriggio di spiritualità su Charles de Foucauld iniziando alle ore 14.30 con l’Adorazione comunitaria e concludendo con la celebrazione l’Eucaristia alle 16.30. Questo appuntamento è aperto a tutti coloro che vogliono unirsi alla gratitudine del Movimento Contemplativo Missionario Charles de Foucauld per questa canonizzazione.

Charles de Focauld

Charles de Focauld

Charles-Eugène de Foucauld nacque il 15 settembre 1858, a Strasburgo. Visse una giovinezza “senza niente negare e senza niente credere”, impegnandosi solo nella ricerca del proprio piacere. Intraprese la carriera militare, ma fu congedato con disonore “per indisciplina aggravata da cattiva condotta”. Si dedicò a viaggiare, esplorando una zona sconosciuta del Marocco, impresa che gli meritò una medaglia d’oro dalla Società di Geografia di Parigi. Tornò in patria scosso dalla fede di alcuni musulmani conosciuti in Africa. Si riavvicinò al cristianesimo e si convertì radicalmente, accettando di accostarsi per la prima volta al sacramento della confessione. Deciso a “vivere solo per Dio”, entrò tra i monaci trappisti, ma ne uscì dopo alcuni anni per recarsi in Terra Santa. Ordinato sacerdote, con l’intento di poter celebrare e adorare l’Eucaristia nella più sperduta zona del mondo, tornò in Africa, si stabilì vicino a un’oasi del profondo Sahara, indossando una semplice tunica bianca, sulla quale aveva cucito un cuore rosso di stoffa, sormontato da una croce. A cristiani, musulmani e ebrei che passavano per la sua oasi, si presentava come “fratello universale” e offriva a tutti ospitalità. In seguito si addentrò ancora di più nel deserto, raggiungendo il villaggio tuareg di Tamanrasset. Vi trascorse tredici anni occupandosi nella preghiera e nel comporre un dizionario di lingua francese-tuareg (usato ancor oggi). La sera del 1 dicembre 1916, la sua abitazione fu saccheggiata da predoni. Presso il suo cadavere fu ritrovata la lunula del suo ostensorio, quasi per un’ultima adorazione. La sua tomba si trova nel cimitero francese di El Golea in Algeria, vicino alla chiesa di San Giuseppe.

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