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Martedì 24 maggio 2022

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Peste suina africana, appalti per 170 km di recinzione ma intanto non si abbattono i cinghiali

Le organizzazioni professionali agricole chiedono interventi urgenti ed efficaci per contrastare questa fauna selvatica e per salvare le filiere della suinicoltura

La Guida - Peste suina africana, appalti per 170 km di recinzione ma intanto non si abbattono i cinghiali

Cuneo – Continua il monitoraggio dei cinghiali e l’allerta rimane alta, per il numero delle carcasse di cinghiali risultate infette alla peste suina africana (patologia animale che non causa alcun effetti sull’uomo ma che mette a rischio non solo i selvatici ma anche gli allevamenti di suini). Nell’aggiornamento di oggi (lunedì 9 maggio) sono stabili a 114 i casi tra Piemonte e Liguria (nessuno in provincia di Cuneo), con 69 positività in Piemonte (tutte nell’alessandrino) e 44 in Liguria (nel genovese).
Sul tema, anche oggi (lunedì 9 maggio) le organizzazioni professionali agricole tornano a sollecitare interventi, con urgenza, da parte delle istituzioni e del territorio. In particolare, mentre si discute di reti di contenimento (e i piani prevedono qualcosa come 170 chilometri di reti, di cui 100 in Piemonte e 70 in Liguria), si torna a chiedere un deciso ed effettivo abbattimento dei cinghiali, che da tempo ormai hanno raggiunto numeri eccessivi.
“Il problema della peste suina africana è sempre più grave – ribadisce Confagricoltura Piemonte -. C’è il pericolo che l’infezione diventi endemica, mettendo a repentaglio l’intera produzione italiana di insaccati e prodotti a denominazione di origine protetta”. E così Confagricoltura, dopo il ritrovamento di un cinghiale infetto alla periferia di Roma, torna a chiedere alle istituzioni un impegno urgente per affrontare le emergenze. “Leggiamo che a giorni dovrebbero essere avviati i lavori per la costruzione delle recinzioni con reti metalliche nella zona infetta tra Piemonte e Liguria, ma le informazioni in nostro possesso sono altre”, afferma Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo. La scadenza per partecipare al bando di affidamento “degli interventi di realizzazione di barriere artificiali tra Piemonte e Liguria a contenimento della diffusione della peste suina africana” è il 10 giugno, poi dovrà partire l’iter degli appalti: tempi troppo lunghi, secondo le organizzazioni professionali agricole.
“Al di là dell’utilità del posizionamento delle reti di recinzione – aggiunge Allasia – è necessario intervenire con urgenza per evitare che i cinghiali escano dall’area infetta e per avviare, negli altri territori, un massiccio piano di depopolamento per contrastare la diffusione del virus. Ormai una decina di giorni fa abbiamo segnalato alla Regione che negli altri territori, di fuori della zona infetta, le azioni di depopolamento dei cinghiali procedono a rilento e in alcune aree sono praticamente fermi. Chiediamo risposte urgenti e interventi immediati, per scongiurare il rischio che si blocchi l’intera filiera produttiva del Parma e del San Daniele”.

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