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Venerdì 1 luglio 2022

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Un tavolo in Regione per i precari della sanità

Dei 5.700 assunti nel periodo del Covid nella sanità regionale solo 1.137 potranno essere stabilizzati, ma per far andare avanti i servizi servono tutti

La Guida - Un tavolo in Regione per i precari della sanità

Cuneo – Sono 5.700 i precari in Piemonte fra infermieri, oss e personale sociosanitario il cui contratto scade il 30 giugno, ma in base alle norme e ai requisiti imposti dall’assessorato alla sanità di Icardi solo 1.137 possono essere stabilizzati perché hanno maturato almeno 18 mesi di servizio (di cui almeno 6 nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022).  La Regione assumerà i 1.137 addetti con proprie risorse a partire da luglio, via via che andranno in scadenza i loro attuali contratti. Eppure senza quei 5.700 la sanità piemontese è al palo per molti servizi, senza neppure pensare al recupero delle liste di attesa che è drammatica e comune a tutto il territorio piemontese.

Per questo si è insediato ieri, mercoledì 4 maggio nella sede dell’assessorato alla sanità, il tavolo permanente tra Regione Piemonte e sindacati per la stabilizzazione del personale sanitario e socio-sanitario. Per la Regione erano presenti il presidente, l’assessore alla sanità, il direttore regionale con i tecnici della direzione mentre per i sindacati erano presenti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali del comparto: Cgil, Cisl, Uil, Fsi Usae, Fials, Nursing up.
Il tavolo è insediato per garantire i 1.137 ma anche gli altri che non rientrano nelle categorie professionali stabilizzabili o non hanno maturato il periodo temporale necessario per legge, con l’obiettivo comune di trovare una strada normativa e finanziaria per garantire il più possibile la proroga dei loro contratti, con l’auspicio che a livello nazionale vengano aperte in futuro altre finestre di assunzione.

È stata occasione per Cirio e Icardi di illustrare la situazione dal punto di vista finanziario: ad oggi il Piemonte è in attesa delle risorse (circa 360 milioni di euro) che il Governo centrale deve erogare per la copertura delle spese Covid, attraverso l’autorizzazione a stipulare un mutuo decennale oppure attraverso il riparto e l’assegnazione diretta. Altre risorse, per un totale di 58 milioni, sono in arrivo da fonti di finanziamento statali (11 per il piano pandemico Panflu, 7 per le attività territoriali previste dalla legge 234/2021, mentre sugli altri 40 è in corso un’interlocuzione con il Governo).
La terza possibilità per dare copertura economica alle stabilizzazioni è che la Regione usi risorse proprie, con l’assestamento di bilancio previsto per il mese di luglio, utilizzando i canoni delle concessioni idroelettriche oppure attraverso un utilizzo dei Fondi Europei per lo Sviluppo e la Coesione, per il quale si è in attesa del via libera da parte del Governo.

La prossima riunione del tavolo è stata convocata per martedì 17 maggio.

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