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Domenica 27 novembre 2022

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Denunciata per abusi e stalking, la versione dell’insegnante

La donna seguiva il ragazzo in un periodo difficile, poi le proteste della famiglia per alcuni episodi

La Guida - Denunciata per abusi e stalking, la versione dell’insegnante

Savigliano – Lei non era più la sua insegnante di sostegno quando ebbero il loro primo rapporto intimo e sapeva che quel ragazzo era in realtà un anno più grande della sua età anagrafica perché il padre, nel loro paese di origine, lo aveva registrato un anno dopo la sua nascita. È questa la versione dei fatti offerta ai giudici del tribunale di Cuneo da M. V., insegnante 36enne, per ribattere all’accusa di abuso sessuale e stalking ai danni di un minorenne mentre era la sua insegnante di sostegno.

Secondo l’accusa i fatti risalirebbero al periodo tra fine 2017 e inizio 2018, quando la dirigente dell’istituto dove la donna insegnava le diede l’incarico di seguire quell’alunno con un difficile passato familiare e bisognoso di essere seguito per ottenere la licenza media.

Secondo la denuncia presentata dalla madre del ragazzo i contatti al di fuori dell’orario scolastico sarebbero iniziati durante quelle vacanze di Natale, e nelle settimane successive sarebbe stato proprio il ragazzo, confidandosi con la sorella, a raccontare dei rapporti intimi con l’insegnante, a casa di lei, dove lo studente aveva iniziato a trattenersi anche dopo l’orario delle ripetizioni. Nei mesi successivi sarebbero stati scoperti anche messaggi tra i due in cui la donna si riferiva a lui in termini intimi così come erano intime le foto di lei, scoperte dalla sorella sul cellulare del fratello, e un tatuaggio sulla spalla dell’insegnante con il nome di lui.

Per quanto riguarda poi l’età effettiva del giovane, secondo una perizia presentata dall’accusa, non sarebbe vero che avrebbe un anno in più dell’età anagrafica. A queste accuse la donna ha risposto dichiarando che le lezioni pomeridiane erano iniziate durante quelle vacanze in vista dell’inizio del progetto di preparazione dell’esame da privatista con sostegno pomeridiano.

“Non avevo mai partecipato a un progetto così impegnativo, e con quei primi contatti pomeridiani volevo capire se il progetto era fattibile”, ha detto la donna in aula.

L’insegnante ha poi riferito dei racconti che lui le aveva fatto sul suo passato traumatico e di come lei avesse preso a cuore la difficile situazione di questo alunno fino a quando, in seguito alle lamentele della madre con la dirigente, non venne spostata in un altro plesso.

A luglio di quell’anno il ragazzo la contattò per raccontarle la delusione per la bocciatura all’esame: “Mi diceva che lo avevo abbandonato mentre lui contava su di me, mi chiese un incontro e quando ci vedemmo lo vidi cambiato, aveva un atteggiamento da adulto, era sicuro di sé, tentò un approccio e io sbagliando cedetti”.

Nei mesi successivi ci furono altri incontri, poi le richieste di passaggi in auto e di soldi: “All’inizio 5 o 10 euro per andare a mangiare con gli amici, poi però mi chiese anche 300 euro che io rifiutai. Gli regalai solo una felpa per il Natale del 2018”, mentre il telefono che il ragazzo aveva mostrato agli amici come un regalo dell’insegnante, “in realtà era solo in prestito perché lui mi disse che era rimasto senza e la madre non poteva comprargliene subito uno nuovo”.

Le foto poi che indussero la madre del giovane a sporgere denuncia non risalivano all’inverno 2018 ma all’anno successivo: “Era aprile 2019, me le aveva chieste lui perché era da un po’ di tempo che non ci vedevamo. Ho sbagliato, stupidamente gli ho mandato quelle foto mie”.

La donna ha riferito dell’affetto per quel ragazzo con tanti problemi e della sua preoccupazione per quelle telefonate in cui lui le diceva che sarebbe uscito di sera per ubriacarsi e drogarsi, che avrebbe fatto qualcosa di brutto.

In uno dei messaggi scambiati in quelle occasioni lei lo aveva chiamato “amore”: “Avevo calcato un po’ la mano per fargli sentire la mina vicinanza, ma io non ero innamorata di lui, gli ero affezionata e preoccupata che prendesse una brutta strada”.

L’udienza riprenderà il prossimo 7 settembre con i testimoni della difesa.

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