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Giovedì 18 agosto 2022

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Proteste contro il coprifuoco Covid, il rapper Diablo a processo

Il giovane era alla guida del corteo che si riversò per le strade di Cuneo contro i provvedimenti anticontagio

La Guida - Proteste contro il coprifuoco Covid, il rapper Diablo a processo

Cuneo – Avevano utilizzato vari canali social e l’hashtag #dopole22 per ritrovarsi in piazza Galimberti e protestare contro il coprifuoco e le norme anti Covid applicati dal governo per il contenimento della diffusione del virus. Circa 300 persone avevano aderito all’invito ed erano arrivate in piazza, e invitate da alcuni ragazzi saliti sulle panchine si erano riunite sotto il monumento; tra questi c’era Chillè Dominique Diouf, conosciuto come il rapper Diablo che per tutta la durata della manifestazione era stato alla testa del corteo improvvisato che aveva sfilato lungo corso Nizza, corso Giolitti fino alla stazione e poi indietro di nuovo per corso Nizza e poi via Roma fino alla Prefettura, dove sono stati intonati altri cori contro il provvedimento del governo e dove Chillè aveva tenuto un breve discorso invitando i cittadini a protestare e far sentire la propria voce, fino a tornare in piazza Galimberti dove verso la mezzanotte il corteo si era sciolto.
“C’era Chillè in testa a questo corteo non autorizzato”, ha riferito in aula l’agente della Digos che insieme ad altri agenti in divisa e in borghese avevano seguito il corte identificando diversi partecipanti a cui poi sono state contestate le violazioni amministrative per il mancato rispetto del coprifuoco: “Poco prima di piazza Europa alcuni ragazzi aveva sparso per strada degli scatoloni di carta ammassati per la raccolta differenziata e Chillè aveva richiamato alcuni ragazzi per rimetterli a posto ripulire la strada, poi è tornato in testa al corteo urlando slogan. Abbiamo anche identificato alcuni automobilisti che avevano affiancato il corteo facendo manovre pericolose; anche loro sono stati sanzionati”.
Il processo proseguirà il 30 maggio.

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