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Domenica 26 giugno 2022

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Castello di Racconigi in stato di abbandono, processo in corso

Nel sopralluogo effettuato il 28 agosto 2019 dai tecnici dello Spresal vennero segnalati infissi pericolanti, infiltrazioni d'acqua, distacchi di intonaco, colonie di pipistrelli e sistema elettrico non a norma

La Guida - Castello di Racconigi in stato di abbandono, processo in corso

Racconigi – Quando i tecnici dello Spresal fecero il loro sopralluogo al Castello di Racconigi il 28 agosto del 2019 in seguito ad un esposto anonimo, trovarono infiltrazioni d’acqua nei soffitti con distacchi di intonaco, guano di piccioni a terra in varie parti del castello del quarto piano accessibile solo ai lavoratori, delle tavole inchiodate in modo precario a coprire un buco nel pavimento, travi scoperte per la caduta di intonaco dal soffitto e infissi pericolanti; e ancora carenza di pulizia negli spogliatoi a disposizione del personale dove c’era una sola sedia per cambiarsi e nei cui servizi igienici venivano conservati anche i prodotti per la pulizia, utilizzati dalla ditta incaricata, che invece avrebbero dovuto essere tenuti in un locale apposito. Non funzionava neanche l’impianto antincendio che era fuori uso da giugno. Per questa serie di violazioni è stata quindi rinviata a giudizio l’architetto Ilaria Ivaldi, l’epoca direttrice del Polo Museale del Piemonte, alla quale furono inviate le prescrizioni da adempiere per ristabilire la normalità, lavori che in base al controllo svolto ad agosto del 2020 erano stati tutti eseguiti tranne per quanto riguarda il pagamento della sanzione amministrativa di 14mila euro a carico dell’allora direttrice. Alla direttrice sono state contestate anche una serie di violazioni relative al documento di valutazione del rischio e che riguardavano il rischio biologico per i lavoratori dovuto alla presenza di colonie di pipistrelli e altre specie faunistiche e di insetti potenzialmente pericolosi dovuti alla presenza di acque stagnanti. Non erano stati adeguatamente segnalati il rischio di tipo chimico perché non erano state indicate le sostanze chimiche utilizzate dai restauratori e infine perché nel complesso della margaria, utilizzato anche da privati per eventi, c’era un impianto elettrico con prolunghe per luci da esterno di cui non era stato indicato il punto di sovraccarico e quindi di potenziale pericolo per tutto il sistema elettrico. Per quanto riguarda le contestazioni relative al documento di valutazione del rischio, i tecnici dello Spresal si rivolsero anche al Ministero per individuare con esattezza il responsabile del Castello di Racconigi, dal momento che quel complesso monumentale aveva un direttore, il funzionario delegato  dott. Vitale, nominato dalla stessa Ivaldi nel 2015; “scrivemmo al Ministero chiedendo chiarimenti su chi fosse il direttore di quel complesso museale – ha riferito in aula il tecnico dello Spresal Corrado Gamba – e ci è stato risposto che era la dottoressa Ivaldi e dal momento che quel documento era stato firmato dal dott.Vitale, per noi non aveva alcun valore”. Una dichiarazione contestata dalla difesa, secondo cui invece il direttore responsabile e datore di lavoro incaricato del documento di valutazione del rischio era il dott. Vitale all’epoca ancora direttore del Castello di Racconigi. L’udienza è stata rinviata al 1° giugno per il controesame del tecnico dello Spresal da parte della difesa e per ascoltare il dott. Vitale.

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