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Martedì 24 maggio 2022

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Crollo del viadotto di Fossano, si è aperto a Cuneo il processo

Tre fascicoli sono stati uniti in un solo procedimento. Anas, ministero Infrastrutture e Provincia si sono costituite parte civile contro le imprese che effettuarono i lavori

La Guida - Crollo del viadotto di Fossano, si è aperto a Cuneo il processo

Fossano – Si è aperto al tribunale di Cuneo il processo per il crollo del viadotto di Fossano avvenuto il 18 aprile 2017. Dopo la conclusione dell’udienza preliminare dello scorso settembre in cui il giudice aveva disposto per tutti gli indagati il rinvio a giudizio, è iniziato il processo per i 12 imputati, accusati di disastro colposo per aver agito con negligenza e imperizia nella realizzazione dell’opera. Il processo odierno è il frutto dell’unione di tre fascicoli. Il primo riguarda l’appalto da 40 miliardi per la realizzazione dell’opera, appaltata a un’associazione temporanea di imprese con a capo la Itinera Costruzioni Generali SpA. Lavori che furono eseguiti dalla società Grassetto mentre le strutture prefabbricate erano state fornite dalla Ingegner Franco che poi è scomparsa, sostituita dalla Infrastrutture Stradali srl. A questo fascicolo si aggiunse quello a carico dei cinque dipendenti Anas, accusati di non aver eseguito i dovuti controlli in presenza di segni di perdite e di usura della struttura. Per questi cinque indagati lo stesso pubblico ministero aveva chiesto in sede di udienza preliminare il non luogo a procedere a seguito delle perizie e delle memorie depositate da una delle parti, dalle quali sarebbe emersa l’impossibilità di stabilire dall’esterno il livello di deterioramento della struttura. A seguito di questa riformulazione del capo d’imputazione due degli indagati hanno chiesto di poter accedere al rito abbreviato che si svolgerà a febbraio. Il terzo troncone dell’inchiesta riguardava i lavori di rifacimento del manto stradale eseguiti nel 2006 dalla ditta appaltatrice Pel.Car srl e per i quali sono stati indagati i due responsabili della ditta e due dipendenti dell’Anas in qualità di controllori dell’esecuzione dei lavori: per uno di essi però il pubblico ministero aveva chiesto il non luogo a procedere perché sarebbe emerso che proprio in quei giorni era in ferie. Nel corso di questa prima udienza sono state presentate tutte le eccezioni formulate dalle difese e delle tre aziende costruttrici più l’Anas, chiamate a rispondere come responsabili civili: fra queste, il legale di Infrastrutture Stradali ha chiesto l’esclusione dal processo in quanto alcuni accertamenti, il cui esito è confluito nel fascicolo del giudice, sarebbero stati svolti senza le dovute garanzie legali per gli indagati. Nel processo l’Anas, oltre al ruolo di responsabile civile, si è anche costituita parte civile contro gli altri imputati; insieme all’ente si sono costituiti parti civili anche il ministero per le Infrastrutture e la Provincia di Cuneo (non il Comune di Fossano). L’udienza è stata rinviata al 7 marzo per lo scioglimento della riserva della giudice sulle eccezioni presentate dalle parti e per la calendarizzazione delle udienze.

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