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Sabato 28 maggio 2022

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Minacciò un ragazzino con una bottiglia di vetro, condannato

Il fatto è avvenuto nel centro storico di Cuneo nel gennaio 2020, pochi giorni dopo il minore con il padre rivide e riconobbe l'uomo

La Guida - Minacciò un ragazzino con una bottiglia di vetro, condannato

Cuneo – Aspettava davanti al portone di casa, in un una via del centro storico di Cuneo, l’amico con cui doveva recarsi a catechismo, ma mentre era in attesa, vide passare un uomo che barcollava. L’uomo, D. M., 42enne originario della Costa d’Avorio, si diresse verso piazza Seminario e dopo poco ripassò con una bottiglia in mano; andandogli incontro velocemente fece il gesto di tirargli la bottiglia. Di fronte allo spavento del ragazzino, l’uomo rise dicendogli “ah, ti ho spaventato” e si allontanò. “Non avevo vie di fuga perché il portone era stretto, lui si è avvicinato fino a pochi centimetri da me e tutto è avvenuto in pochi secondi”, ha riferito il giovanissimo, che all’epoca dei fatti aveva 12 anni. Subito chiamò i genitori e sporsero denuncia. Pochi giorni dopo in corso Nizza padre e figlio ebbero modo di incontrare nuovamente quell’uomo: “Mio figlio me lo indicò con certezza – ha riferito in aula il genitore -, mentre lo superavamo gli scattai una foto e lui mi ringraziò, non penso fosse presente a se stesso”.
Con quella foto, a integrazione della denuncia, si risalì all’uomo, senza fissa dimora, autore della minaccia di quel 20 gennaio 2020. Per lui, già gravato da altri episodi simili, l’accusa ha chiesto una condanna a sei mesi e 200 euro di multa e la parte civile ha chiesto un risarcimento di mille euro, mentre la difesa ha sottolineato che l’imputato era stato visto altre volte camminare per le vie di Cuneo barcollando, indice (anche se non dimostrato) di una minorata capacità di autocontrollo che poteva dare l’impressione di una minaccia ma che in realtà non lo era e per questo ha chiesto l’assoluzione e in subordine i benefici di legge. Il giudice ha invece accolto la richiesta dell’accusa e della parte civile, condannando l’uomo a sei mesi di reclusione e al risarcimento di mille euro a favore della parte civile.

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