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Giovedì 19 maggio 2022

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Covid, diffondere meno dati? Sindacato sanità non è d’accordo

Forte presa di posizione di Nursing Up nella discussione su pandemia e informazione: "Non è mettendo la testa sotto la sabbia che si risolvono i problemi"

La Guida - Covid, diffondere meno dati? Sindacato sanità non è d’accordo

Cuneo – Nel dibattito nazionale sulla gestione della pandemia da Covid e sulla comunicazione di dati e provvedimenti, prende una posizione netta il sindacato del settore sanitario Nursing Up: no alla riduzione dell’informazione sull’andamento dei contagi e degli effetti del coronavirus.
Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up, sottolinea che all’organizzazione non piace affatto “la proposta avanzata da un noto virologo e appoggiata in pieno da alcuni ‘illustri’ esponenti della comunità scientifica nazionale, in merito alla necessità di ridurre la diffusione dei dati sui contagi, passando da una divulgazione quotidiana ad una settimanale, allo scopo, sosterrebbero gli esperti, di non generare ansia e panico nella popolazione”.
“Anzi, a dirla tutta, un po’ anche ci indigna, ci fa arrabbiare – aggiunge De Palma -, dal momento che le stesse associazioni scientifiche, ma anche sindacati delle professioni sanitarie come il nostro fanno, da una vita, della corretta informazione, delle inchieste, della ricerca della verità partendo partendo da evidenze come queste, uno dei cardini fondamentali  del proprio lavoro di sostegno alla cittadinanza .L’informazione puntuale e corretta, così come abbiamo fatto e continueremo a fare noi, ad esempio riguardo ai numeri dei contagi degli operatori sanitari, o scavando nel sommerso delle vergognose storie delle aggressioni nelle corsie, non crea affatto panico nelle persone, ma solo piena consapevolezza del momento che stiamo vivendo. L’informazione, in un frangente del genere, serve a ‘tenere alto il livello di guardia’, a non sottovalutare le nuove mosse del nemico e anzi, favorisce la condivisione ed aiuta  la collettività a concentrarsi sempre di più verso il rispetto delle regole e delle misure di prevenzione da adottare. Non è certo evitando di comunicare i dati che si aiuta la collettività sociale in questo momento, non è mettendo la testa sotto la sabbia che si risolvono i problemi”.

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