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Sabato 25 giugno 2022

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Marello interroga Icardi sulla carenza di medici e infermieri in Avis e associazioni di donatori

"La Regione scarica la responsabilità sullo Stato, ma si rischia il collasso"

La Guida - Marello interroga Icardi sulla carenza di medici e infermieri in Avis e associazioni di donatori

Torino – Si è svolta durante la seduta del Consiglio regionale l’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere Maurizio Marello in merito alla carenza di medici ed infermieri per Avis ed altre associazioni di donatori, una situazione di grave crisi post covid dovuta alla carenza di personale per effettuare i prelievi di sangue. L’Avis chiede dunque alle Regioni di sbloccare gli infermieri in convenzione e gli specializzandi ancora non autorizzati ad effettuare i prelievi. “In tutta Italia – spiega Marello – sono presenti gravi criticità, ciò comporta l’annullamento di sedute di prelievi e la riduzione del numero di sacche, mentre la richiesta di sangue è in continuo aumento su tutto il territorio nazionale. Il Piemonte sta vivendo le suddette difficoltà di reperimento di medici ed infermieri, difficoltà che stanno mettendo in profonda crisi tutto il sistema di raccolta del sangue”

La risposta dell’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, illustra come la Legge “Misure urgenti in materia di personale sanitario” abbia disposto che “fino al termine dello stato di emergenza gli operatori delle professioni sanitarie possano essere autorizzati, al di fuori dell’orario di servizio e per un momento ore complessivo settimanale non superiore a quattro ore, ad attività necessarie a garantire esigenze organizzative del Servizio sanitario nazionale”, quali le donazioni di sangue: “La Regione si impegna a sollecitare il Ministero della Salute ed Università per consentire agli specializzandi di prestare servizio per la raccolta di sangue e altre esigenze”. “La risposta mi pare debole – commenta Marello -. La Regione scarica le responsabilità sullo Stato: deve invece attivarsi firmando una nuova convenzione per consentire alle associazioni di donatori di operare, al fine di evitare il collasso della raccolta per mancanza soprattutto di medici, ma anche di infermieri”.

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