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Giovedì 26 maggio 2022

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Segnala l’ex moglie per stupefacenti e alcool, ma non era vero

È stato assolto l'uomo a processo per simulazione di reato e diffamazione

La Guida - Segnala l’ex moglie per stupefacenti e alcool, ma non era vero

Roccavione – Si è concluso con un’assoluzione il processo per simulazione di reato e diffamazione in cui era imputato A. P., che nel febbraio 2019 aveva segnalato ai Carabinieri l’ex moglie, con la quale era in corso il divorzio e il giudizio sull’affidamento dei figli e l’utilizzo della casa coniugale, perché, a suo dire, faceva uso di sostanze stupefacenti e alcool. Come prova della veridicità delle proprie affermazioni, l’uomo riferì ai Carabinieri che nella casa dove avevano abitato insieme c’era una scatolina contenente hashish. La signora fu convocata in caserma, dove rigettò tutte le accuse dichiarando che in realtà quegli oggetti erano del marito e nel giro di pochi giorni si sottopose a un test del capello per provare che non era assuntrice di sostanze stupefacenti. Il test diede esito negativo e l’uomo venne denunciato per simulazione di reato e diffamazione: le dichiarazioni dell’uomo sulla inadeguatezza dell’ex moglie a crescere i figli erano contenute nella memoria difensiva per il giudizio di divorzio e sono diventate quindi corpo del reato nel giudizio penale. Dopo aver raccolto le deposizioni dei testimoni di accusa e difesa, l’accusa ha chiesto la condanna a un anno e sette mesi con pena sospesa, ritenendo la denuncia dell’uomo infondata e strumentale alla causa di separazione, richiesta a cui si è associata la parte civile costituita in giudizio, mentre la difesa ha chiesto l’assoluzione sia per il contenuto della memoria difensiva (poiché quel documento riferiva solo fatti da accertare giudiziariamente) sia per la simulazione di reato trattandosi di un comportamento non penalmente rilevante. La giudice ha accolto questa tesi assolvendo l’uomo dalla simulazione per insussistenza del fatto e dal reato di diffamazione per non essere l’offesa punibile in quanto contenuta in uno scritto presentato all’autorità giudiziaria.

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