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Lunedì 23 maggio 2022

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Rapinarono un ragazzo tre anni fa a Borgo, due giovani condannati

Processo a carico di un 28enne e di un 27enne, per uno smartphone portato via in un'aggressione: per loro condanne a cinque anni e mezzo e a otto anni e mezzo, più le multe

La Guida - Rapinarono un ragazzo tre anni fa a Borgo, due giovani condannati

Borgo San Dalmazzo – Sono stati condannati dal tribunale di Cuneo i due aggressori che nella notte fra il 2 e il 3 novembre 2018 in Largo Argentera a Borgo San Dalmazzo rapinarono del cellulare un ragazzo che rientrava a casa dopo aver trascorso la serata in discoteca. Il giovane era stato fermato da uno dei due (A. D., 28enne somalo) che gli aveva chiesto di usare il suo cellulare per fare una telefonata. Al rifiuto del ragazzo, A. D. lo accusò di razzismo e poi gli prese il telefono; il ragazzo lo rincorse e i due vennero alle mani fino a quando intervenne l’altro imputato (J. H. O., 27enne colombiano) che lo aggredì alle spalle. Il ragazzo ebbe la peggio riportando lesioni guarite in 15 giorni. In suo soccorso intervenne il proprietario di un locale nei pressi, che rincorse i due fuggitivi riuscendo a bloccare J. H. O. Gli inquirenti risalirono all’altro rapinatore dai tabulati telefonici e grazie alle dichiarazioni di un conoscente di A. D. che nei giorni successivi alla rapina aveva suonato spesso alla porta dell’amico che gli doveva restituire dei soldi. Infastidita dalla sua continua presenza davanti a casa, la moglie di A. D. lo denunciò ai Carabinieri; il giovane si vendicò della denuncia raccontando ai militari quello che lo stesso A. D. gli avrebbe riferito della rapina. In aula però il testimone aveva ritrattato le dichiarazioni rese durante le indagini e per questo il collegio dei giudici ha inviato gli atti alla procura affinché indaghi sul possibile reato di falsa testimonianza. Ad A. D., al momento detenuto per altro reato, il pubblico ministero Attilio Stea aveva anche contestato il furto di un cellulare avvenuto qualche settimana più tardi in un negozio di piazza Europa. In quell’occasione le telecamere avevano ripreso A. D. mentre sottraeva il cellulare dall’espositore. Per J. H. O., accusato di rapina impropria e lesioni, l’accusa ha chiesto una condanna a cinque anni e sei mesi e 1.236 euro di multa, mentre per A. D. sono stati chiesti dieci anni e cinque mesi, oltre a 3.700 euro di multa. L’avvocato Luisella Cavallo ha contestato l’accusa di rapina per il proprio assistito, non essendo stato lui a sottrarre il cellulare ed essendo solo intervenuto in difesa dell’amico probabilmente senza sapere il motivo della colluttazione. L’avvocato di A. D., Stefano Barzelloni, ha invece contestato tutta la modalità con cui si era arrivati all’identificazione e poi all’imputazione del suo assistito, sottolineando le incongruenze e le imprecisioni della parte offesa e la totale inattendibilità dell’amico creditore che avrebbe denunciato solo per vendetta ritrattando poi la propria versione. Il collegio dei giudici ha però ritenuto valida la ricostruzione dei fatti e ha condannato J. H. O. a cinque anni e sei mesi e 1.500 euro di multa e A. D. a otto anni e sei mesi di reclusione e 2.900 euro di multa.

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