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Giovedì 18 agosto 2022

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Nei nomi si cela lo spessore di vite travolte dalla follia

“Oltre il nome”: da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz una ricerca per battere il buio del tempo

La Guida - Nei nomi si cela lo spessore di vite travolte dalla follia

Riedizione, nata nell’ambito del memoriale “Memo 4345”, per un libro che appare senza tempo per l’argomento trattato: la deportazione degli Ebrei stranieri dal campo di Borgo San Dalmazzo. Una corposa ricerca durata anni per “battere il buio del tempo”, per costruire la memoria concreta di vite strappate dal loro quotidiano, costrette a fuggire inseguendo un filo di speranza poi tragicamente spezzato dall’internamento nel campo e la conseguente deportazione.
Borgo rappresenta nel 1943 per più di trecento Ebrei il punto di convergenza di cammini più disparati che, partendo da stati diversi, hanno attraversato con alterne vicende l’Europa. Prima confluiscono a Nizza, poi, a seguito dell’armistizio dell’8 settembre nel timore dell’arrivo di truppe tedesche, si mettono in viaggio per valicare le Alpi e raggiungere l’Italia dove sperano di trovare maggiore sicurezza.
I colli delle Finestre e del Ciriegia mettono a dura prova questo disperato cammino. Le popolazioni della Valle Gesso sorreggono la speranza di una salvezza dando loro ospitalità.
Il 18 settembre però a Borgo i nazisti organizzano, unico in Piemonte, un campo di concentramento da cui 331 persone il 21 novembre sono riunchiusi nei carri bestiame per raggiungere Auschwitz da cui non torneranno più.
“Oltre il nome”, perché l’interesse delle autrici si concentra proprio su queste tappe consapevoli che dietro questi nomi ci sono esseri umani, vite, affetti. È questa dimensione della deportazione che emerge dal lungo lavoro di ricerca impegnata a ricostruire il tessuto umano tragicamente stravolto dalla storia.
Ogni parte, prima di lasciare lo spazio alla documentazione, si avvia con una pagina dall’andamento narrativo. Allora è la voce stessa di questi “nomi” a parlare, a introdurre la propria condizione di volta in volta di migranti, poi di esiliati infine di perseguitati. È un’impostazione che va ben oltre l’espediente narrativo. Viene direttamente dallo spirito del libro stesso: la voce è insieme presenza umana e strumento che interpella chi l’accoglie. La ricerca definisce il suo scopo: essere memoria viva in un mondo che è sempre più smemorato.

 

Oltre il nome
di Adriana Muncinelli, Elena Fallo
Le Chateau
30 euro

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