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Mercoledì 26 gennaio 2022

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A Cuneo e in provincia un Pd governativo o di rottura?

Assemblee e congressi a livello cittadino e provinciali a partire dal 3 novembre, nel capoluogo in bilico tra conferme e una nuova direzione

La Guida - A Cuneo e in provincia un Pd governativo o di rottura?

Cuneo – Prima le assemblee provinciali e cittadine e poi i congressi. Nelle prossime settimane il Pd cittadino e provinciale potrebbe cambiare faccia o meglio potrebbe cambiare facce. Oppure no.
In ogni caso la guida del Partito Democratico cittadino e provinciale non sarà scelta da poco in vista delle prossime elezioni comunali di primavera. Il 3 novembre viene indetta l’assemblea provinciale che fa partire la fase congressuale e la nomina del comitato di garanti che dovrà portare ai congressi cittadini, alle liste dei delegati al provinciale ed entro metà dicembre al nuovo governo del partito a livello di circoli e di provincia di Cuneo.

Oggi il Pd del capoluogo è guidato dall’ex dirigente scolastico Paolo Cattero, che aveva preso il testimone da Graziano Lingua poi dimessosi per la nomina in Fondazione Crc. La sua segreteria ha anche perso Paolo Beltramo e Flavio Martino, quest’ultimo passato nel coordinamento provinciale di Italia Viva di Matteo Renzi. Cattero che ha sempre puntato a tenere il Pd in una coalizione ampia, magari guardando anche alla lista a sinistra dei Beni Comuni, potrebbe ancora spuntarla, anche se non è proprio in linea con l’influente parlamentare borgarina Chiara Gribaudo. La scelta di Cattero significherebbe quasi sicuramente la garanzia del mantenimento della maggioranza attuale del governo cittadino, anche nel dopo Borgna, senza scossoni e rotture con le varie liste del governo attuale, qualunque sia la scelta sulla candidatura a sindaco. Ma sullo scenario cittadino potrebbero delinearsi due aspiranti candidati: Ivan Rusignolo che oggi è presidente dell’assemblea cittadina degli iscritti, o una delle giovani democratiche più vicine alla Gribaudo, Erica Cosio, organizzatrice proprio insieme alla parlamentare dell’Agorà democratica “Cuneo la città del futuro” di piazza Virginio.

Sul fronte provinciale la situazione cambia decisamente. Finita l’era Flavio Manavella, al termine dei due mandati, l’ex sindaco di Bagnolo ora vice presidente della Provincia e da sempre in ottimi rapporti con il sindaco e presidente, Federico Borgna, si apre per il Pd provinciale una nuova fase. E molto dirà sul futuro e sul ruolo del Partito Democratico in provincia anche il percorso che porterà al congresso. Ovvero se l’assemblea provinciale porterà a una lista unitaria e a un unico candidato o se si dividerà con più liste e più aspiranti segretari. Sei i nomi per il ruolo che sono circolati in queste settimane in ambito democratico: l’astro nascente del partito il sindaco di Saluzzo, Mauro Calderoni,  che da sempre ha una certa vicinanza alla Gribaudo; l’appena riconfermato sindaco di Cavallermaggiore, Davide Sannazzaro; la fossanese Ivana Borsotto, neo presidente nazionale della Focsiv la Federazione organismi cristiani di servizio internazionale volontariato e già candidata alle elezioni politiche; il saviglianese Gianpiero Piola, presidente del Consorzio Monviso Solidale, di origine Margherita di cui era stato anche segretario; il trentenne segretario del circolo di Racconigi Federico Soldati, e la vice sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero. Proprio la Manassero viene vista tra i nomi più autorevoli per la guida del partito provinciale in una fase delicata, ma per l’apprezzata assessore al sociale del Comune di Cuneo si prospetta anche una possibile candidatura a sindaco: due ruoli, sindaco del capoluogo e segretario provinciale, che difficilmente possono essere sulle spalle di una sola persona.

Sul percorso congressuale del Pd ci sarà anche l’elezione del nuovo consiglio provinciale prevista per il 18 dicembre ma con la presentazione delle o della lista unica entro fine novembre. Un primo appuntamento elettorale, se pur non dei cittadini ma dei soli eletti, che delineerà forse la nuova linea di governo del Pd provinciale. Si capirà nelle elezioni provinciali se si conferma la scelta della lista unica che ha portato in questi anni al governo Borgna unitario tra centrosinistra e centrodestra o se si va verso la scelta di due liste divise. L’attuale Pd di Manavella non ha dubbi sulla linea Borgna: lista unica con forze rappresentate in base alla fotografia governativa dell’esistente. E sembra che siano d’accordo anche le forze del centrodestra. Ma il Pd del futuro?

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