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Domenica 28 novembre 2021

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Il Settecento dell’Illuminismo e un’ottusa considerazione dell’universo femminile

Il mondo femminile descritto da Massimo Novelli in un dettagliato studio intorno a figure del Settecento piemontese

La Guida - Il Settecento dell’Illuminismo e un’ottusa considerazione dell’universo femminile

Una soldatessa riconosciuta tale solo quando cade sul campo di battaglia e viene spogliata dell’armatura, una donna appassionata studiosa di lingue, un’altra di algebra, altre ancora mogli e madri, poi amanti per interesse o per vero amore: è il mondo femminile descritto da Massimo Novelli in un dettagliato studio intorno a figure del Settecento piemontese.
Sono esistenze spesso segnate da “una trama crudelmente beffarda”, perché consegnate a un destino di incomprensioni, se non di violenze. Per interessi di casata vanno in sposa a nobili che si piccano di essere “nuovi” oppure, non senza presunzione, “filosofi”, cioè vicini a quello spirito dei Lumi che caratterizza il XVIII secolo.
Quando però si tratta di prendere moglie o combinare matrimoni per le figlie prevale “l’umore assoluto e violento”.
Di certo non è storicamente corretto valutare le scelte compiute trecento anni fa con la sensibilità odierna. Nonostante ciò l’autore spesso si sofferma a sottolineare quanto risulti stridente il contrasto tra i principi illuministici affermati e la considerazione della donna esclusa “da quei lumi di ragione, da quell’arditezza di pensiero”. Uomini “nuovi” si definiscono, ma quando si tratta di relazionarsi con le donne che stanno loro accanto tranciano giudizi pesanti: “residuo del Seicento, inique femmine” oppure, più sbrigativamente, ne fanno strumento di piacere da abbandonare a tristi destini.
Non è una difesa per partito preso dell’universo femminile. L’autore non nasconde come anche le donne avessero la loro parte nei giochi di potere, negli intrighi di palazzo e talora protestano la loro indipendenza. È però proprio l’atteggiamento di fondo così ottuso, nonostante la supposta apertura mentale del tempo, a fare di queste relazioni esempi forti di un cammino ancora tutto da sviluppare.
Non a caso l’autore non si limita a descrivere i fatti che vedono coinvolte molte figure femminili. Saggiamente allarga invece lo sguardo. Nel tratteggiare la fitta rete di relazioni parentali o politiche, costruisce un quadro in cui è un’intera corte, una famiglia al completo ad essere complici nel denigrare fino a distruggere la reputazione di una donna.

 

Donne libere
di Massimo Novelli
Interlinea
18 euro

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