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Martedì 28 giugno 2022

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Castagno e cibo, Cuneo e Chiusa Pesio capitali della ricerca

Convegno a Cuneo domani (venerdì 15 ottobre) su “Castagno e agroalimentare. Atelier di presentazione del Centro per la conservazione e premoltiplicazione del castagno e del Centro di ricerca sul cibo e antifrodi”

La Guida - Castagno e cibo, Cuneo e Chiusa Pesio capitali della ricerca

Cuneo – L’appuntamento con la Fiera del Marrone è anche occasione per mettere al centro un’eccellenza tutta cuneese, non solo su scala regionale ma ora anche in ambito nazionale: il Centro Regionale di Castanicoltura di Chiusa Pesio (centrocastanicoltura.org) è infatti diventato Centro di interesse nazionale accreditato dal ministero delle Politiche agricole.
Il Centro per la conservazione e premoltiplicazione del castagno nasce sulla scia di anni di attività di ricerca in collaborazione con realtà locali, nazionali e internazionali del Centro di Chiusa Pesio. In questo modo, la realtà chiusana diventa un riferimento non soltanto in Piemonte, ma in tutta Italia. Il suo supporto alla filiera vivaistica è sempre stato uno dei punti cardine delle attività, ma oggi assume un rilievo di riferimento per la filiera vivaistica nazionale.
La certificazione vivaistica del castagno sarà d’ora in poi possibile grazie all’istituzione, da parte del ministero, del centro nazionale che, nel vivaio di Chiusa di Pesio, conserverà piante madri di castagno di categoria “prebase” coltivate in serre a doppio strato di rete antinsetto, sottoposte a controlli fitosanitari visivi e saggi di laboratorio per virus, funghi, fitoplasmi, batteri e nematodi. Con un paragone economico, una sorta di caveau: il centro chiusano sarà per la filiera vivaistica del castagno ciò la Zecca dello Stato è per la produzione di banconote e monete.
A testimonianza del ruolo di questo centro nello scenario italiano, lo stesso è anche in accreditamento presso il ministero come centro nazionale di riferimento per l’esecuzione delle prove di coltivazione su castagno, per valutare i requisiti delle nuove varietà e portinnesti di castagno iscrivibili al registro nazionale dei fruttiferi. Una filiera specializzata e controllata, che attraverso il partenariato pubblico-privato punta a favorire la transizione della castanicoltura verso il rinnovamento.
A livello universitario, il Centro di castanicoltura è riconosciuto come Infrastruttura di ricerca dell’Università di Torino. Nella sede di piazza Torino a Cuneo si ritrova inoltre il Centro di ricerca sul cibo e antifrodi: si tratta in entrambi i casi di realtà universitarie al servizio del territorio, per lo sviluppo dell’agricoltura e della montagna.
E così, nel primo giorno della Fiera del Marrone, domani (venerdì 15 ottobre) alle 15 in Sala San Giovanni i due Centri verranno presentati al pubblico nel convegno “Castagno e agroalimentare. Atelier di presentazione del Centro per la conservazione e premoltiplicazione del castagno e del Centro di ricerca sul cibo e antifrodi” (accesso entro le 15.30 e su prenotazione, tramite www.eventbrite.it/e/biglietti-aria-nuova-per-castagno-eagroalimentare-177852721277; per informazioni, scrivere a info@centrocastanicoltura.org).

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