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Martedì 19 ottobre 2021

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Uno scontro sulle piste da sci in notturna a Prato Nevoso finisce in Tribunale

È proseguito con la deposizione del medico legale nominato dalla procura il processo per omicidio colposo dopo un incidente avvenuto a Prato Nevoso

La Guida - Uno scontro sulle piste da sci in notturna a Prato Nevoso finisce in Tribunale

Prato Nevoso – È proseguito con la deposizione del medico legale nominato dalla procura il processo per omicidio colposo in cui è imputato il 22enne M.A. di Carmagnola.
La sera dell’8 febbraio del 2019, il giovane sciava con degli amici sulla pista dello snow park di Prato Nevoso; la pista confluiva, con un piccolo salto, nella pista numero uno dove nel frattempo proveniva M.T. 49enne ligure che stava sciando in notturna insieme al fratello. I due si scontrarono proprio nel punto di unione delle due piste; nell’urto M.T. riportò un lieve trauma cranico ma sopratutto la rottura della milza.
Della dinamica dell’incidente si è discusso alla precedente udienza quando sono stati ascoltati gli amici dell’imputato e il fratello della vittima: nessuno di loro aveva assistito personalmente all’incidente, anche se gli amici di M.A. avevano notato che M.T. scendeva velocemente nella pista adiacente allo snow park tagliando la pista con una traiettoria diagonale. Anche il fratello ha ammesso che quando M.T. aveva ripreso conoscenza, gli aveva fatto notare che forse stava scendendo un po’ velocemente, aggiungendo che l’imputato gli aveva però subito confessato di essere stato lui a tagliare la strada al fratello. Una frase negata dagli amici dell’imputato che avrebbero sentito M.A. dire di aver fatto di tutto per evitare l’urto, ma che M.T andava troppo veloce e gli era finito addosso. Dopo essere stato soccorso sulla pista l’uomo venne trasferito all’ospedale di Mondovì ed immediatamente operato.
Il medico legale che aveva eseguito l’autopsia ha relazionato sulle terapie predisposte nei giorni successivi all’intervento del paziente che morì la mattina del 14 febbraio a causa di una improvvisa tromboembolia polmonare. Dall’esame autoptico il medico non ha potuto dire se quelle lesioni fossero state causate da un contatto o da una caduta sugli sci. Secondo il medico la tromboembolia era stata un evento imprevedibile e improvviso ma sicuramente conseguenza di quella caduta che aveva causato la rottura della milza. Alla prossima udienza fissata per il 18 gennaio verranno ascoltati gli altri testi di accusa, difesa e parti civili.

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