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Martedì 19 ottobre 2021

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Un “nuovo” centrodestra anche per la giunta Cirio?

Il risultato delle comunali influisce anche a livello regionale: il tonfo della Lega e la crescita di Fratelli d’Italia pesano

La Guida - Un “nuovo” centrodestra anche per la giunta Cirio?

Cuneo – Le elezioni comunali in Piemonte avranno anche ripercussioni a livello di governo regionale? C’è chi ne è certo. Ma il ballottaggio torinese potrebbe far rimandare la resa dei conti all’interno del centrodestra ancora per altri quindici giorni.

Torino, che per la prima volta nella sua storia elettorale registra un’affluenza alle urne che si ferma sotto il 50% degli aventi diritto, dovrà tornare a votare il 17 e 18 ottobre per eleggere il suo nuovo sindaco. Il ballottaggio è tra Stefano Lo Russo, ex capogruppo Pd della Sala Rossa, del centrosinistra che si è fermato al 43,86% delle preferenze, superando il candidato del centrodestra il civico Paolo Damilano, dietro di quasi 5 punti percentuali al 38,90%. Distaccata la candidata dei 5 Stelle, che con Chiara Appendino hanno governato la città negli ultimi cinque anni, Valentina Sganga che si ferma al 9,01%.

A Novara invece il candidato leghista, il sindaco uscente Alessandro Canelli viene riconfermato al primo turno. Non ha solo vinto ma ha incassato un successo personale sfiorando il 70% delle preferenze, per l’esattezza il 69,59%, un risultato sorprendente per un capoluogo di provincia.

Il centrodestra del governatore Alberto Cirio che guida la Regione, però si ritrova forse più debole oggi dopo queste elezioni del territorio. In ogni caso all’interno della sua maggioranza cambia il peso delle forze che la compongono. Il caso di Torino è emblematico. Damilano, candidato  del centrodestra, imprenditore, proveniente dalla società civile, era dato come grande favorito. Man mano che nella campagna elettorale sono emersi i partiti e i loro leader nazionali, Damilano ha perso terreno a favore di Lo Russo. All’interno della coalizione di Damilano non a caso il risultato migliore è della sua lista civica “Torino bellissima” all’11,86%. 

Ma sul governo regionale pesano soprattutto i risultati dei partiti della coalizione di Cirio. Fratelli d’Italia a Torino città è arrivato al 10,47% superando la Lega di Salvini al 9,84% e doppiando Forza Italia al 5,3%. Ma anche nel forziere leghista di Novara le due forze sono praticamente pari e ottengono otto consiglieri a testa: 23,22% per la Lega e 23,17% per Fratelli d’Italia con soli 19 voti di scarto. Solo due anni fa alle regionali la Lega di Salvini aveva in Piemonte il 37% e a Torino il 31% contro l’8,4 di Forza Italia e il 5,5% di Fratelli d’Italia.

 Una situazione che mette in difficoltà il numero uno della Lega in Piemonte, il parlamentare e capogruppo Riccardo Molinari nel difendere la sua squadra di giunta in Regione dove da tempo Cirio non nasconde il desiderio di un rimpasto deciso in vista della seconda parte del suo mandato. E il primo indiziato è il potente assessore alla sanità, il leghista Luigi Genesio Icardi, ma non solo. Nei desideri di Cirio ci sarebbero cambiamenti in più di una poltrona in giunta.

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