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Martedì 19 ottobre 2021

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Il Novecento in pittura e colore, con le sue contraddizioni, tragedie e conquiste

Bernard Damiano è un artista che affonda le radici na Sarét di Coumboscuro ma che ha come orizzonte, sia spaziale che temporale, l'Europa e il mondo

La Guida - Il Novecento in pittura e colore, con le sue contraddizioni, tragedie e conquiste

Il sacro e il profano, la tradizione e il futuro, l’angoscia e il tormento, le evoluzioni e i drammi di un secolo, il Novecento, con le sue contraddizioni, le sue tragedie e le sue conquiste. Tutto rappresentato in pennellate dense, in colori a contrasto. Bernard Damiano è un artista che affonda le radici nelle vallate cuneesi ma che ha come orizzonte, sia spaziale che temporale, l’Europa e il mondo.

Bernardino Bonaventura, conosciuto come Bernard, nasce a Sarét di Coumboscuro, e dopo la sua nascita i genitori sono costretti a emigrare in Francia, dove il padre trova lavoro in una miniera di carbone in Alsazia e la madre come inserviente. Si trasferiscono a Vallauris prima e nel 1935, mentre il padre si arruola volontario in Abissinia, fanno rientro a Saret. Nel 1938, al rientro dalla guerra, il padre viene assunto presso il Genio Civile di Cuneo. Nel 1940 Damiano è apprendista intagliatore nel laboratorio dei Fratelli Revello in Cuneo e di sera frequenta la suola professionale accostandosi al disegno e alla scultura in legno. Dal 1946 frequenta con assiduità l’ambiente artistico cuneese prendendo lezioni da Giulio Boetto e anche l’Accademia Albertina di Torino.
Nel 1948 trova occupazione come scultore in pietra e marmo a Tenda dove conosce la moglie Aziza Tordjnam da cui ha tre figli, e si trasferisce prima a Nizza e nel 1951 a Villefranche-sur-mer, quindi a Vallauris, poi nuovamente a Nizza dove lavora come ebanista in una fabbrica di mobili. Apre un piccolo Atélier e nel 1958, presso la Galleria Longchamp di Nizza tiene la sua prima mostra personale di pittura. Stringe amicizia con il pittore Sylvain Vigny e inizia un periodo intenso dedicato esclusivamente alla pittura  esponendo in molte località della Costa Azzurra.
Nel 1966 si trasferisce con la famiglia a Parigi, dove frequenta l’ambiente artistico di Montmartre, fa ritorno due anni dopo a Nizza. Nel 1969 inizia un rapporto stretto che continuerà negli anni anche con Sanremo esponendo alla Galleria Beniamino, dove ottiene un buon successo. Nel 1974 acquista la cittadinanza francese. Nel 1984 espone a Milano dove conosce Giovanni Testori, che gli acquista tutta l’esposizione. Nel 1986, lo stesso Testori, allestisce una mostra di Damiano presso la Compagnia del Disegno di Milano, curando lui stesso catalogo e testi. Dal 1987 al 1992, Damiano espone i tutta Europa producendo un’enorme quantità di opere. Nel 1993 espone a Cuneo e nel 1995 è in una personale a Rocca Umbertine al Centro per l’Arte Contemporanea. Nel 1994 dona alla parrocchiale di Sancto Lucio di Coumboscuro La Passione: 14 dipinti, e poi Lou Crist Sagnànt, crocifisso ligneo di straordinaria forza e penetrante drammaticità plastica. Nel 1997 a Chartres s’inaugura la statua in bronzo di St. Fulbert. Nel 1998 A Nizza viene realizzata la grande mostra Lumière bleue e nel 1999, presso la Bertello di Borgo San Dalmazzo la mostra L’uomo e le opere, una grande antologica. Damiano muore improvvisamente a Nizza nel 2000.

Ben descrive la sua opera Giovanni Testori che divenne suo amico: “Il visitatore che scorra l’elenco delle mostre espositive di Bernard Damiano organizzate a Parigi, Toronto, Mosca, Milano, Sanremo, Nizza, Montecarlo, Stoccolma, Saint Vincent, Cipro, e in molte altre località e in diversi paesi e continenti, rimarrà sorpreso dalla sproporzione, assolutamente inesplicabile, stabilitasi fra la quantità di occasioni che critica e pubblico hanno avuto d’imbattersi e così conoscere l’opera di questo grande artista, ancor oggi poco noto nella sua terra d’origine, che è Damiano Bernard, grande e, per certo, non riducibile a nessun altro che a sé; la sproporzione, dicevo, fra  la quantità di tali occasioni e la ben poca rilevanza che, fin qui, nelle vicende dell’arte europea, ha ottenuto una poesia così drammatica e urlante, così squassata, così strozzata, anzi, da se medesima, ma folgorata poi, comunque e sempre, anche laddove si inabissa negli inferi delle seppie, dei catrami, dei carboni, delle peci e dei neri; folgorata dicevo da una tensione pittorica colma d’angosciate meraviglie: talmente colma da parer quasi che, tali meraviglie, essa intenda dissiparle, forse addirittura distruggerle; come se già sapesse che saranno, sempre e comunque, margaritas ad porcos“.

Ora presso il Refettorio del Museo Civico di Savigliano in via San Francesco c’è una mostra da non perdere. Fino al 7 novembre è esposta la mostra “Bernard Damiano, dal Piemont a Paris – Dal Piemonte a Parigi” con una trentina di opere pittoriche (visitabile dal martedì al venerdì su prenotazione, il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18,30) che ripercorrono tutte le fasi artistiche del Maestro. Si parte dal primo periodo, 1970/1975, quando era ancora forte in Damiano l’influenza del movimento pittorico parigino definito CoBrA, per passare poi, con la sezione più corposa della mostra, al periodo più felice e pittoricamente fervido di Damiano tra il 1985 / 2000 dopo la grande esposizione organizzata per lui a Milano nel 1986 dallo stesso Giovanni Testori presso la Compagnia del Disegno. Le opere di questo periodo trattano tre temi pittorici: Paesaggi, Nudi, Temi religiosi. L’ultima parte della mostra raccoglie le opere fatte dopo il 1990, quando Damiano ebbe un ritorno ad una religiosità spesso influenzata dalla letteratura popolare, dai vangeli apocrifi e che seppe trasmettere attraverso grandi e piccole opere, sia ad olio che guaches di grande effetto.

Bernard Damiano, Via Crucis (studio) 1994 Olio su tela cm 60×73

Bernard Damiano, Rue de Rivoli (Nizza) Olio su tavola cm 56×66

Bernard Damiano, Rue Alberti Nice (Nizza) 1994 Olio su tela cm 90×90

Bernard Damiano, Promenades des Anglais Nice

Bernard Damiano, Madeleine

Bernard Damiano, Golgota

Bernard Damiano, Crocifissione

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