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Giovedì 29 settembre 2022

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I volti di Aldo Galliano, oltre l’obiettivo l’incontro tra artisti

Il fotografo ritrae i colleghi artisti cuneesi che poi operano sul proprio ritratto, mostra alla Fondazione Peano

La Guida - I volti di Aldo Galliano, oltre l’obiettivo l’incontro tra artisti

Aldo Galliano è un fotografo particolare. Da oltre vent’anni fa arte, prima come pittore informale poi come fotografo. Originario di Cuneo ha aperto nel 1965 il suo laboratorio/atelier a Costigliole Saluzzo, dove da autodidatta sperimenta materiali vari per le sue produzioni artistiche. Alcuni anni fa, in occasione della sua prima mostra fotografica “Immagini trovate”, spiegava: “Amo fotografare tutto ciò che la società non prende in considerazione, senza un’idea precisa di cosa voglio ottenere dallo scatto, dunque senza sapere cosa cerco. Alla fine sono solo modi per interpretare me stesso”. E così venivano fermate sulla pellicola scritte su muri, cartelloni pubblicitari strappati, macchie sull’asfalto. Ma non gli basta perché capisce che sono i volti delle persone a colpirlo e a interessarlo. Così li cattura nel suo obiettivo. Perché i volti sono incontri e lo scatto ferma l’attimo di quegli incontri particolari. Così incontra artiti e fotografi italiani.
E ora, in realtà da tempo, lo fa con gli artisti cuneesi. Dal 2015 ne incontra ottanta, ne fa il ritratto seduti in un ambiente a loro familiare e in piena spontaneità d’atteggiamento. Poi nel pieno dello stop per il Covid,  Galliano riesce a consegnare “a mano” a  quarantasette di questi artisti il loro ritratto stampato in formato 40×50 e li invita ad intervenire pittoricamente o graficamente sullo stesso per ribadire la loro presenza nonostante la distanza. E gli artisti sono intervenuti ciascuno con la propria personalità, tecnica e materiali creando un’incredibile galleria della creatività artistica locale. L’intervento della mano dell’artista sull’opera del fotografo.

Ora tutto questo progetto di Aldo Galliano è diventato una mostra grazie anche a Cesare Botto ed Enrico Perotto. Si tratta di una mostra allo stesso tempo personale e collettiva, fotografica e pittorica. È alla Fondazione Peano di corso Francia 47 fino al 3 ottobre, visitabile dal giovedì alla domenica dalle ore 16 alle 19 e ha come titolo “Re-Incontri”.

Come spiega Enrico Perotto nel testo critico inserito in catalogo: “I ritratti originali sono diventati così elementi centrali di un progetto di modificazione delle fotografie in supporti cartacei su cui si sono sedimentati interventi pitto-scultorei o a collage, eseguiti dagli stessi artisti chiamati idealmente a rialzarsi dalla loro condizione di “uomini seduti” per la ripresa in posa e a rimettersi in piedi, per potersi esprimere in atti di fresca e ironica piacevolezza creativa”.

In mostra si trovano a confronto i ritratti originali di Galliano e quelli rivisitati da: Walter Accigliaro, Rodolfo Allasia, Corrado Ambrogio, Roberto Andreoli, Riccardo Balestra, Mario Berardo, Enzo Bersezio, Nicola Bolla, Ober Bondi, Cesare Botto, Livio Brezzo, Ezio Briatore, Araldo Cavallera, Claudio Cavallera, Cornelio Cerato, Pier Franco Cerutti, Mario Conte, Christian Costa, Bruno Daniele, Dario Dutto, Fabrizio Oberti, Franco Giletta, Ugo Giletta, Guido Giordano, Giovanni Grappiolo, Rodolfo Graziani, Lorenzo Griotti, Pier Giuseppe Imberti, Giuseppe Mana, Claudio Massucco, Tanchi (Piero) Michelotti, Sandro Midulla, Tore Milano, Mario Mondino, Lucio Maria Morra, Matteo Notaro, Corrado Odifreddi, Guido Palmero, Francesco Preverino, Pier Francesco Ramero, Silvio Rosso, Luigi Sostegni, Michelangelo Tallone, Gaetano Usciatta, Gian Piero Viglino, Claudio Vigna e Guido Vigna.

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