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Giovedì 28 ottobre 2021

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Campagna di scavi nella villa romana di Costigliole Saluzzo, e il vino “augusteo”

Si è conclusa la 17esima operazione dei ricercatori dell'Università di Torino nel sito rurale di età romana meglio noto nel Piemonte meridionale

La Guida - Campagna di scavi nella villa romana di Costigliole Saluzzo, e il vino “augusteo”

Costigliole Saluzzo – Si è appena conclusa la 17esima campagna di scavi ai piedi delle colline saluzzesi da parte dei ricercatori dell’Università di Torino, Dipartimento di Studi Storici, su uno dei siti più fiorenti dell’epoca augustea in provincia di Cuneo, la villa romana di Costigliole.
I docenti Diego Elia e Valeria Meirano (che presenteranno i risultati della ricerca nell’incontro “Storie dall’antichità. Costigliole Saluzzo: scoperte archeologiche e ricerche in corso” venerdì 24 settembre alle ore 18 in sala polivalente di Costigliole) hanno guidato anche l’ultima ricerca sul posto che ha coinvolto 25 partecipanti deicorsi di Laurea in Beni culturali, Archeologia e Storia antica, Conservazione e Restauro dei Beni culturali dell’Università di Torino.

L’esteso insediamento ai margini della pianura saluzzese, a ridosso della valle Varaita, è sorto a partire dall’età augustea ed è stato poi distrutto da un rovinoso incendio negli ultimi decenni del III secolo d.C.; esso vide un’ulteriore fase di frequentazione fino al V secolo. Oggi rappresenta il sito rurale di età romana meglio noto nel Piemonte meridionale. Le strutture finora messe in luce si riferiscono ad una villa rustica estesa per almeno 9000 mq, articolata in più edifici, con settori destinati a fini abitativi e produttivi (stoccaggio, immagazzinamento, trasformazione dei prodotti agricoli, attività artigianali). Una parte del complesso funzionava inoltre come “mansio”, una sorta di rifugio dove ospitare viaggiatori e mercanti che trovavano nella villa di Costigliole un ideale punto di sosta dove riprendere le forze, rifocillarsi e abbandonare temporaneamente carri e merci. La villa si trovava infatti in posizione strategica rispetto alle antiche direttrici stradali che permettevano di spostarsi lungo la linea di pedemonte, ma anche di superare i valichi alpini verso la Gallia. La parte residenziale ha invece rivelato apprestamenti funzionali, come focolari in muratura, ma anche rifiniture e suppellettili di pregio che fanno intuire l’alto tenore di vita del proprietario che gestiva l’ampia tenuta intorno al complesso.
All’interno della villa si svolgevano tante attività: dalla lavorazione dei metalli alle produzioni in ceramica e terracotta, passando per la molitura dei cereali fino ad arrivare a una pratica diffusa già allora sui lievi pendii della collina costigliolese: la viticoltura. Nel sito archeologico oggetto di ricerca è infatti emersa la presenza di un ampio impianto vinicolo, il primo rinvenuto nel Piemonte meridionale, tra i meglio conservati di tutta l’Italia settentrionale.

Ricercatori Dieo Elia e Valeria Meirano

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