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Lunedì 5 dicembre 2022

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Passeggiare in pianura alla scoperta di Chiusa Pesio

Bellezze architettoniche e museali ma anche paesaggi e suggestioni di un lontano passato

La Guida - Passeggiare in pianura alla scoperta di Chiusa Pesio

Chiusa Pesio – Con la fine della scuola e dopo tanti mesi di restrizioni in casa è necessario offrire anche ai più piccoli un po’ di svago. Per cominciare si potrebbe organizzare una visita di Chiusa Pesio passeggiando tra le sue vie per scoprirne i tesori nascosti e le curiosità. La passeggiata può iniziare da piazza Cavour sulla quale si affaccia l’ufficio turistico, ingresso al complesso museale “Giuseppe Avena” dove sono custodite le testimonianze del passato di Chiusa Pesio. Nella Sala dei Bronzi sono esposti antichi reperti dell’età del Bronzo rinvenuti alla fine del secolo scorso sulle pendici del monte Cavanero, a est dell’abitato, mentre le altre sale espongono i prodotti delle due grandi attività che hanno caratterizzato Chiusa Pesio: la produzione di oggetti in vetro e cristallo della Regia Fabbrica dei Vetri e dei Cristalli e della ceramica, che ha visto nella “Ceramica Piemontese” il più importante sito di produzione di stoviglie in ceramica della vallata alla quale facevano da contorno tante piccole imprese artigianali, scomparse dopo la seconda guerra mondiale. L’ultimo piano del museo ricorda la storia recente con tante testimonianze della Resistenza che si è svolta sulle montagne della vallata.

Continuando a camminare tra le vie del centro, magari dopo aver gustato un gelato o qualche acquisto nei negozi che vi si affacciano, si incontrano numerose e antiche chiese: quella barocca dell’Annunziata, con bellissimi affreschi e numerosi e pregiati quadri, di fronte alla quale si apre una piazzetta; qui si affaccia un’antica abitazione che in passato era un monastero. Proseguendo su via Vallauri si incontra la chiesa parrocchiale edificata a fine Ottocento per sostituire la vecchia troppo decentrata rispetto all’abitato. Se si intende completare le visite alle chiese, rimane da vedere quella di San Rocco che merita attenzione, per poi affrontare la salita che la costeggia per dirigersi fuori dal paese alla ricerca di strade meno frequentate, in cui anche i bambini possano correre. La vecchia strada del Paschero Soprano conduce, senza troppi pericoli, a imboccare l’alberata che porta alla collina di Mombrisone, dove sorge la palazzina di caccia in stile neoclassico, fatta costruire nel 1840 dal cavalier Avena, proprietario della Regia Fabbrica dei Vetri e dei Cristalli, e circondata da un giardino disegnato dall’architetto paesaggista Giuseppe Ketmann.

Passeggiando lungo i sentieri che costeggiano la collina si possono incontrare i resti della chiesa di Sant’Andrea, risalente al XII secolo, e più avanti ci si può affacciare sulla balconata in legno della grangia certosina del “Castlà”. Inoltre, volendo ancora proseguire nella camminata, ci si può riposare un momento sulla panchina gigante. A questo punto si potrebbe continuare la passeggiata proseguendo dalla parte opposta del Pesio, per salire sul monte Cavanero e raggiungere, con una breve ascesa, le rovine del castello di Mirabello costruito dal marchese Agamennone III nella seconda metà del Cinquecento. Alle spalle delle torri del Mirabello, in posizione leggermente più alta, si trovano i basamenti di un antico torrione che si ipotizza facesse parte di un sistema di avvistamento e comunicazione che copriva tutta la vallata insieme alla torre di Combe, risalente presumibilmente al XII secolo. Per finire in bellezza la giornata non c’è nulla di meglio di entrare in uno dei tanti ristoranti o pizzerie della zona per gustare i piatti tipici e non solo e riprendere le forze, in vista della prossima escursione.

Una tranquilla passeggiata tra le vie di Chiusa Pesio per ammirare le bellezze artistiche e architettoniche che spuntano qua e là tra piazzette e fontane potrebbe partire da piazza Cavour, sulla quale si affacciano le vetrine dell’ufficio turistico, ospitato nell’antico palazzo quattrocentesco del Comune caratterizzato dall’imponente torre civica.  Dall’ufficio turistico si accede al complesso museale “Giuseppe Avena” nelle cui sale si possono ammirare le creazioni settecentesche della Regia Fabbrica dei vetri e dei cristalli oppure le ceramiche che hanno fatto di Chiusa Pesio la patria dei “ciapasè”. Volendo fare un viaggio nel tempo, basta entrare nella Sala dei Bronzi del museo dove sono conservati dei bellissimi monili in bronzo, opera di un artigiano metallurgico vissuto sul monte Cavanero tremila anni fa. A due passi dall’ufficio turistico si innalza la facciata della chiesa barocca intitolata all’Annunziata, al cui interno si possono ammirare le pareti e la cupola affrescata, oltre ai numerosi quadri che decorano le pareti. Nella parte opposta di piazza Cavour il palazzo del Marchese risalente al XV secolo, oggi sede del municipio, conserva delle lunette raffiguranti scene dell’Orlando Furioso, dipinte da Pietro Dolce. Una piacevole passeggiata tra le vie del paese farà scoprire, a un osservatore attento, tanti dipinti religiosi che, dalle loro cornici antiche, mostrano la tradizionale devozione dei suoi abitanti: l’Immacolata Concezione sulla parete della torre civica, Padre Le Coc, non lontano dalla confraternita di San Rocco e una Santissima Trinità, in piazza Tre Medaglie d’Oro, risalente al XV secolo e con interessanti rimandi alla Trinità di Masaccio, sono solo un esempio di quello che si può scoprire curiosando con il naso all’insù. L’antico Recetto con le sue stradine ci porta indietro nel tempo, in un luogo lontano dall’oggi, quando l’antica “Clusa” doveva difendersi con potenti mura di cui restano testimonianze in piazza Trento Trieste e in piazza Vittorio Veneto. Se rimane tempo e voglia di camminare, una breve scarpinata fino sulla cima del castello di Mirabello, risalente alla seconda metà del sedicesimo secolo, ci permette di godere di un panorama che si estende sulla pianura; in condizioni di visibilità ottimale si può anche scorgere la collina di Superga.

 

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