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Giovedì 23 settembre 2021

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Santuario e castello nobilitano la piccola Morozzo

Paese dalle antiche origini nella campagna cuneese costeggiato da un'oasi naturale con due laghetti

La Guida - Santuario e castello nobilitano la piccola Morozzo

Morozzo – Morozzo è un paese dalle antiche origini, immerso nella campagna cuneese. Nel centro abitato è visitabile la chiesa parrocchiale (1700) opera dell’architetto Francesco Gallo e dedicata alla Natività di Maria. Un colpo d’occhio va al vicino castello Sicurtà, residenza storica dell’illustre casato dei marchesi di Pamparato, immerso in uno scenografico parco ricco di alberi di alto fusto, tra cui splendidi esemplari di sequoia. Il parco si estende fino alle rive del Brobbio. Il castello, recentemente restaurato, è adatto per ospitare matrimoni, ricevimenti, mostre. Su una piccola altura alle spalle della chiesa parrocchiale si scorge, tra gli alberi, la facciata neogotica del santuario Madonna del Bricchetto (secolo XV). La chiesetta è ciò che resta della più grande chiesa del castello presente in zona nel Medio Evo. Nel 1491 fu affrescata da Giovanni Mazzucco, pittore locale che dotò la chiesa di un ben conservato ciclo pittorico sulla vita della Madonna rappresentata in 18 quadri. Nel XIX secolo la piccola cappella è stata ingrandita e nel 1903 è stata dichiarata santuario. Nelle cripte si trovano le tombe dei marchesi di Pamparato, un tempo proprietari del castello poco distante. Lungo la strada che conduce al santuario si trovano cinque piloni con tre facciate ciascuno, dipinte dal pittore Renaud di Caraglio e rappresentanti i quindici misteri del rosario. Poco fuori del centro abitato, verso Cuneo, in via Santo Stefano, si trova la cappella di Santo Stefano (secolo XII) con affreschi quattrocenteschi (forse dell’artista Giovanni Botoneri di Cherasco), recentemente restaurati che ricoprono, in due fasce, circa quindici metri quadrati dell’abside e narrano la vita del Santo. Accanto a piazza Barbero, infine, si trova la chiesa di San Rocco e Sant’Antonio: si tratta di una chiesa ampia, dalle linee architettoniche armoniose.

Poco fuori dall’abitato si estende per circa 290 ettari la riserva naturale Crava-Morozzo, uno dei più importanti ambienti umidi del Piemonte meridionale. Ciò che la rende una vera e propria oasi avifaunistica è l’alternanza di ambienti coltivati e naturali e soprattutto la presenza di due bacini artificiali, i laghetti di Crava e di Morozzo, e di quattro stagni di diversa profondità, che costituiscono un’area di sosta per molti uccelli migratori e una zona di nidificazione per numerose specie stanziali. Ne sono state censite circa 150 specie. La riserva si può raggiungere dall’ingresso di Rocca de’ Baldi e dal nuovo ingresso di Morozzo (dal piazzale del distributore Gazzola), percorribile anche con carrozzine. Con una breve camminata di circa mezz’ora, si giunge ai capanni di osservazione da cui si vedono moltissimi uccelli acquatici e nutrie. L’iniziativa è ideale anche per famiglie e scuole.Oltre ai capanni di osservazione per i birdwatcher, una postazione sommersa consente un punto di vista insolito sui frequentatori a penne e pinne. È difficile rimanere distaccati quando ci si immerge nella natura della riserva. Appena ci si incammina tra pioppi giganti e querce secolari, i sensi vengono continuamente pungolati da stimoli esterni visivi, olfattivi e uditivi provenienti da una miriade di esseri viventi in movimento: è la sensazione che si prova quando ci si immerge in un mondo biodiverso. La visita della riserva è facilitata dalla presenza di alcuni itinerari: un percorso naturalistico, una pista ciclabile e un percorso equestre permettono di scoprire la natura a piedi, in bicicletta o a cavallo.

Il percorso naturalistico costeggia per un tratto il torrente Pesio, compiendo successivamente una deviazione verso il lago di Crava; ritornando sui propri passi supera un canale attraverso un caratteristico ponticello in legno e risale fino a raggiungere la pista ciclabile. Questa si sviluppa per tre chilometri, scendendo dall’abitato di Crava per risalire a Morozzo. Proseguendo lungo il percorso naturalistico, si raggiunge il centro visita, dal quale partono gli itinerari verso i numerosi punti di osservazione e il capanno sommerso. Il percorso equestre comprende il percorso naturalistico oltre a un tracciato sul lato tra Rocca de’ Baldi e San Biagio di Mondovì. Quest’ultimo inizia sulla destra del primo tornante della strada che dall’ingresso dell’oasi porta al paese di Rocca de’ Baldi. Il percorso, quasi tutto su strada sterrata, si sviluppa in direzione ovest ed è lungo circa 5 km (si percorre in circa due ore); attraversa aree boschive e coltivate e il territorio di alcune aziende agricole. Alla fine del percorso è possibile sostare presso il Centro Ippico Monregalese dotato di ampio e ospitale maneggio. Sei comodi capanni in legno sono installati lungo le sponde del lago e degli stagni vicini, nei pressi della foresteria e del centro visita. Un capanno di osservazione è ubicato sulle sponde del lago di Crava all’estremo opposto della riserva, mentre il capanno per la visione subacquea è situato a circa metà del percorso fra il centro visita e l’ingresso di Crava. Da qui, attraverso una vetrata, è possibile osservare e riconoscere carpe, tinche e anatre tuffatrici. Dall’aprile 2015 ha preso vita la Foresteria dell’Oasi, un accogliente punto di ristoro e di pernottamento per escursionisti a piedi, in bicicletta o a cavallo che offre l’opportunità di soggiornare nella natura e di usufruire del servizio durante le visite.

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