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Sabato 23 ottobre 2021

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Pochi alunni vaccinati e troppo alto il numero dei professori non vaccinati

Il Piemonte è tra le cinque regioni in Italia (la seconda solo dopo la Sicilia) in cui la percentuale di personale scolastico senza alcuna copertura è superiore al 25 per cento

La Guida - Pochi alunni vaccinati e troppo alto il numero dei professori non vaccinati

Cuneo – Pochi i ragazzi e i giovani vaccinati e troppo alto il numero dei professori non vaccinati.  Sulla questione vaccini e scuole  è scontro anche in aula di consiglio regionale. A. creare ulteriore tensione i dati pubblicati a alivello nazionale sullle percentuali di copertura vaccinale delle fasce d’età degli studenti e dei docenti: il Piemonte è tra le cinque regioni in Italia (la seconda solo dopo la Sicilia) in cui la percentuale di personale scolastico senza alcuna copertura è superiore al 25 per cento. Secondo i dati delle 120.000 persone appartenenti alla categoria del personale scolastico 104.322 hanno effettuato la pre-adesione e solo 80.040 hanno effettuato entrambe le dosi di vaccino.

A chiedere l’impegno della Regione  con urgenza a vaccinare tutti i docenti e gli studenti piemontesi, in modo da garantire la ripresa delle lezioni in presenza per le scuole a partire dal primo giorno è stato il capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi: “L’assessore Icardi ha dichiarato che entro metà settembre, all’apertura delle scuole, tutta la popolazione dai 12 ai 19 anni e il personale scolastico riceveranno almeno una dose di vaccino, ma si parla esclusivamente di coloro che hanno aderito alla campagna vaccinale e non basta assolutamente. Entro i primi cinque giorni di settembre tutti i giovani devono essere vaccinati e non solo. Chi, fra il personale scolastico, non si è ancora prenotato va più che incentivato: ai docenti determinati a non vaccinarsi va impedito di recarsi nelle strutture scolastiche e incontrare i ragazzi, altrimenti la riapertura delle scuole resterà in forse per migliaia di ragazzi che hanno pagato in termini psicologici e formativi un anno di pandemia trascorso a casa con la didattica a distanza”.

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