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Lunedì 29 novembre 2021

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Condannato l’uomo che investì e uccise Viviane Babando a Vicoforte

Tre anni e quattro mesi di reclusione per il 27enne che con la sua auto travolse la donna, nel settembre 2018

La Guida - Condannato l’uomo che investì e uccise Viviane Babando a Vicoforte

Vicoforte Mondovì – Si è concluso con una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione il processo a H. Z., il 27enne di origini marocchine residente a Mondovì, che la sera del 21 settembre 2018 investì la 68enne Viviane Babando, professoressa in pensione, mentre usciva dal ristorante Rio de La Plata, dove aveva cenato con la figlia. L’uomo è anche stato interdetto dai pubblici uffici per cinque anni, gli è stata ritirata la patente per due anni e dovrà ora risarcire i parenti della vittima in separata sede di giudizio. Per H. Z., che era stato trovato positivo ai cannabinoidi e che nel 2016 era già stato deferito all’autorità giudiziaria per guida sotto l’effetto di sostanze, il pubblico ministero Francesca Lombardi aveva chiesto una condanna a otto anni di reclusione, mentre il giudice ha escluso questa circostanza aggravante. Quella sera H. Z. viaggiava a una velocità di almeno 70 chilometri orari, in un tratto di strada dove il limite era di 50 chilometri orari. “La donna è sbucata all’improvviso tra le auto parcheggiate – aveva detto in aula l’imputato -, io ho provato a sterzare. Se lei fosse stata ferma non l’avrei colpita, ma lei ha fatto un passo avanti”. Proprio sul concorso di colpa e sulla scarsa illuminazione in quel tratto di strada aveva focalizzato la sua attenzione la difesa, negando l’incidenza sulla condotta di guida dell’uomo di uno spinello fumato di mattina, e di cui c’erano ancora tracce nel sangue. “La morte della signora Babando era evitabile – aveva sottolineato l’accusa -, proprio la presenza di numerose auto parcheggiate ai bordi della strada doveva indurre il conducente a ipotizzare che qualcuno potesse attraversare la strada. Se avesse contenuto ulteriormente la velocità, avrebbe potuto vedere la signora”. La morte della professoressa in pensione aveva suscitato un forte cordoglio nella comunità, dove la donna era apprezzata come ceramista ed era molto impegnata nel volontariato.

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