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Lunedì 26 luglio 2021

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A passeggio per Boves (seconda parte)

In bicicletta tra santuari e chiese nelle dieci frazioni ai piedi della Bisalta

La Guida - A passeggio per Boves (seconda parte)

Boves – Sono quattro santuari e nove chiese frazionali, che sommati alle otto chiese e cappelle del centro storico fanno un totale di 21 edifici sacri (senza contare i tantissimi piloni e le altrettante edicole) su un territorio di soli 51 km quadrati. Testimonianze chiare e tangibili di una fede popolare che ha lasciato segni concreti della sua presenza. Il percorso in bicicletta o mountain bike tra le chiese frazionali parte dal santuario di Madonna dei Boschi, forse il più illustre monumento sacro bovesano. In origine (secolo XII) era una cappella, fu poi ampliata 1460-75. Contiene un ciclo di affreschi sulla vita di Maria, a cui si aggiunge un Giudizio Universale del 1500 attribuito al Maestro di Ciglié. Tra 1998-2001 sono state realizzate importanti opere di restauro. Scendendo dopo l’area sportiva e svoltando a sinistra in via Monviso si arriva a Cerati. La cappella fu edificata dai frazionisti nel 1835 e dedicata alla Madonna del Buon Consiglio che li aveva protetti dal colera. Nel 1842 lavori di abbellimento. Da Cerati è facile risalire in via Rana al piccolo santuario di Sant’Antonio edificato nel 1647 dal Comune (caso raro) dopo la peste del 1630. Le navate laterali sono state aggiunte nel 1849. La statua del santo (1931) fu danneggiata da una cannonata tedesca il 16 settembre 1943 e sostituita nel 1953 da una copia; l’originale è posizionato sul loggiato. Tornando indietro da via Merlat e poi via Peroca si raggiunge Rosbella, la frazione più alta e panoramica di Boves dove la chiesetta risalente al 1909 è dedicata a Nostra Signora del Sacro Cuore, ma anche a San Lorenzo e a Santa Pazienza (madre di San Lorenzo). Scendendo si svolta verso destra per risalire a San Giacomo, chiesa del 1600 intestata originariamente a San Brunone e nel 1744 a San Giacomo. Il campanile, abbattuto dai tedeschi nel 1944, è stato ricostruito dal Genio Civile. Ora il percorso è tutto in discesa. 

A Castellar la chiesa è dedicata alla Vergine Assunta, San Giuliano e Santa Basilissa. Eretta nel 1853 dai frazionisti per separarsi dalla parrocchia di San Giacomo a cui è stata riunita nel 1986. Più in basso Rivoira ha una chiesa parrocchiale del sec. XVII dedicata a San Grato. Parrocchia dal 1914, è stata poi ampliata con due navate laterali. Verso la pianura, piegando un po’ verso Peveragno, San Mauro si presenta con una cappella anteriore al 1700 e un campanile inaugurato nel 1934. La chiesa di Sant’Anna in via Cuneo, risalente ad inizio sec XVII, ha campanile e affreschi interni che risalgono a inizio ‘700, tela del Vinaj del 1873. Da via Traversagna si raggiunge velocemente il santuario di Mellana, già cappellina dei conti Mellano, dove nel 1903 don Garavagno edifica l’attuale santuario in stile barocco dedicato alla Vergine della Medaglia Miracolosa. Da Mellana a Fontanelle il passo è breve. Qui spicca la cupola del santuario Regina Pacis edificato da don Agostino Pellegrino tra il 1924 e il 1928 in stile barocco-rinascimentale. A Fontanelle altre due chiese: San Giovanni (1880) nel vallone della Reiss; chiesa di San Lorenzo, la più antica chiesa bovesana edificata nel 1400 sulle rovine della chiesa di Santa Maria Maddalena.

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