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Giovedì 29 luglio 2021

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Una “tribù” di animali e un sistema fognario inadeguato, finisce in tribunale

A processo per non aver rispettato il provvedimento del sindaco che gli imponeva di realizzare un adeguato sistema di scolo

La Guida - Una “tribù” di animali e un sistema fognario inadeguato, finisce in tribunale

San Michele Mondovì – Prima i latrati dei cani, poi il cumulo di letame prodotto da un cavallo e infine la mancata realizzazione di un adeguato sistema di scarico dei liquami prodotti dagli animali che F.S. e S.A. custodivano in una frazione di San Michele Mondovì. È la storia del rifugio per animali che la coppia aveva realizzato insieme; lei era la proprietaria dei 27 cani, 12 gatti, una pecora, quattro tartarughe e, insieme al figlio, affidataria di un cavallo che era stato sequestrato. Lui è il proprietario della casa e del terreno che ospita questa piccola tribù di animali. La prima denuncia riguardava il rumore causato dal latrato dei cani  e il getto pericoloso di cose a carico di S.A.: cani e gatti disturbavano la quiete della borgata, mentre il getto pericoloso di cose, anche se sembra strano detto così, era riferito alle deiezioni degli animali che, soprattutto d’estate, causavano cattivo odore. Al processo la signora venne assolta, ma qui cominciò l’iter giudiziario del compagno F.S., proprietario della casa e tenuto alla rimozione del cumulo di letame prodotto dal cavallo, giudicato troppo vicino all’abitazione, in violazione delle norme igienico sanitarie. Per la particolare tenuità del fatto il giudice assolse l’uomo che ora, dopo aver rimosso il cumulo di letame, si trova nuovamente a giudizio per non aver rispettato il provvedimento del sindaco che gli imponeva di realizzare un adeguato sistema fognario in considerazione del numero di animali e della relativa produzione di deiezioni, “c’era una canaletta di scolo che finiva in un prato – ha riferito il tecnico comunale che in seguito all’ordinanza del comune aveva controllato l’esecuzione dei lavori -. L’ordinanza era del marzo 2019, ad ottobre andammo a controllare ma non era stato fatto nessun lavoro”. L’agente di polizia locale chiamata a testimoniare, ha riferito che in comune non risultava presentata alcuna pratica per l’inizio dei lavori. Il processo è stato rinviato al 16 dicembre.

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