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Venerdì 30 luglio 2021

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Farigliano, a spasso nel paese dei Gat Ross

L'antico maniero, la chiesa di San Giovanni Battista e lo spettacolo cromatico dei calanchi

La Guida - Farigliano, a spasso nel paese dei Gat Ross

Farigliano – Il paese dei Gatt Rôss si presenta fin da subito molto ospitale grazie al carattere aperto e gioviale dei suoi abitanti. Secondo le antiche narrazioni la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista (1889-1890) era sorta sui resti di un tempio dedicato a Diana, dea delle selve, della caccia e della luce lunare. All’interno della chiesa a tre navate con cupola ottagonale, si trova un interessante ciborio in marmo bianco del 1524, una deposizione lignea del Roasio, l’organo Vegezzi-Bossi del 1876, inoltre si può ammirare una raffinata opera scultorea raffigurante due angeli inginocchiati che reggono una grande coppa sulla quale è inserito il tabernacolo, raro esempio rinascimentale del Cuneese. L’opera è stata recuperata dall’antica chiesa crollata in seguito al terremoto del 1887. Nel transetto di sinistra si può ammirare l’Ecce Homo, opera di pregevole fattura.

In località Castello restano i ruderi dell’antico maniero che un documento del 1210 descrive come una torre fortificata con un palazzotto adiacente in cui la vedova, Isabella Doria, continuò a dimorarvi pare per 15 anni non incontrando le simpatie della gente. La distruzione del maniero risalirebbe a tempi successivi, all’epoca delle guerre tra l’imperatore Carlo V e il re di Francia Francesco I. Nel centro storico si trova il Campanile (1560) che ha resistito al terremoto del 1887 mentre l’antica chiesa venne distrutta. Grazie a un progetto di valorizzazione dei siti culturali, saranno realizzate delle scale per permettere ai visitatori di ammirare il paese fin dalla cima del campanile. Interessanti sono i frammenti storici ancora presenti nel concentrico come l’elegante bifora di via Principe Amedeo, il camino monumentale e rinascimentale all’interno di casa Ballauri. Lo scrigno delle meraviglie è rappresentato dalla cappella campestre romanica di San Nicolao che sorge in mezzo alle vigne di Langa. Dedicata a San Nicola di Bari, racchiude al suo interno una singolare pagina figurativa popolare tardo gotica che rappresenta un tassello della complessa cultura legata al Marchesato di Saluzzo di cui era feudo nel XV secolo. Internamente si presenta ad aula unica absidata il cui catino è interamente affrescato, mentre all’esterno si può ammirare un portico aperto (XVII e XVIII secolo). Nell’abside sono dipinte figure di santi, angeli e decorazioni che spiccano per l’acceso cromatismo. In piazza Vittorio Emanuele, all’entrata del paese, si trova la fontana lapidea che nel 1861 venne restaurata dal famoso architetto doglianese G.B. Schellino.

Là dove il fiume Tanaro scorre tra le colline, con ampi meandri che gli danno il tipico aspetto “a serpentina”, sono nati i calanchi, un fenomeno geomorfologico di erosione del terreno per effetto del dilavamento delle acque su rocce argillose. Risulta impossibile non subirne il fascino: rocce imponenti e frastagliate si ergono dal letto del fiume con il loro tipico colore grigioazzurro che varia in base alla luce del sole. Sulla cima dei calanchi, in contrasto con il colore chiaro della roccia, si può ammirare il verde dei noccioleti e dei vigneti, tipiche coltivazioni della zona. Associazioni di rafting permettono la navigazione in alcuni periodi dell’anno (su prenotazione), per poter ammirare la maestosità di queste rocche da un’altra prospettiva. Camminando per le vie del paese, si possono vedere numerosi Gatt Ross esposti sui balconi o sui portoni delle case, realizzati in legno o plexiglass, perché gli abitanti sono orgogliosi del loro paese e partecipano attivamente alle iniziative proposte. In via Principe Amedeo sulla facciata di una casa civile ecco la splendida bifora del periodo romanico. Andando avanti verso sinistra si giunge all’inizio del “Sentiero degli Gnomi”, una passeggiata nei boschetti nati sui calanchi a ridosso del fiume Tanaro dove si possono incontrare “magiche creature” realizzate in pietra, ferro o legno che danno il nome al sentiero. Un progetto del Gal Mongioie prevede circa 1.300 km di sentieri mappati per le e-bike, da Dogliani a Ormea; capofila per la zona Dogliani-Farigliano-Clavesana-Bastia, questo offrirà un punto di ricarica per le bici elettriche in località Bricco Rosso.

 

 

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