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Venerdì 18 giugno 2021

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Nel cuore del centro storico di Cuneo (seconda parte)

Itinerario di visita da piazza Virginio a contrada Mondovì, tra chiese, musei e scorci suggestivi

La Guida - Nel cuore del centro storico di Cuneo (seconda parte)

Cuneo – Un itinerario alla scoperta della storia della città attraverso le sue chiese e i suoi musei ha il suo punto di partenza ideale nell’isola pedonale di via Roma, il cuore pulsante della città vecchia. Già contrada maestra e sede dei luoghi del potere e delle abitazioni delle famiglie nobili, negli ultimi anni è tornata al suo splendore, pedonalizzata e riqualificata, e con il recupero delle facciate dei palazzi presenti nella via (69 edifici suddivisi in 31 isolati) racconta la storia più antica della città. Nella via, con i suoi portici, e nelle strade laterali trovano posto numerose attività commerciali che accompagnano il visitatore lungo il suo itinerario, da piazza Torino, fino all’elegante Piazza Galimberti, il “salotto” della città, tra le piazze più vaste d’Italia con i suoi quasi 24.000 metri quadrati. Prevista già nel piano regolatore francese del 1802 su un’area occupata da opere di difesa con fossati e ponte levatoio e da orti, e venne realizzata in oltre cinquant’anni tra il 1835 e il 1886. La piazza, sede del mercato del martedì, divide la città vecchia da quella ottocentesca.

Santa Maria della Pieve

In via Santa Maria si erge la chiesa costruita nel 1655 su disegno di Giovenale Boetto al posto della precedente chiesa danneggiata dall’esercito francese nel 1641, edificata per volere dei Gesuiti, come l’attuale palazzo comunale a cui è collegata mediante due cavalcavia coperti in via Saluzzo. L’abside venne rifatto nel 1726.

 San Francesco e il Museo civico

Il complesso monumentale dell’ex chiesa e convento di San Francesco, in piazza Virginio (già contrada del vino e sede del mercato delle uve e della frutta e degli ortaggi), è la più importante testimonianza della Cuneo medievale. Completamente restaurata nel 2011, l’ex chiesa è oggi una suggestiva sede di mostre ed eventi culturali, mentre l’ex convento francescano è la sede del Museo Civico con le sue collezioni archeologiche ed etnografiche. Nel chiostro sono presenti testimonianze epigrafiche e lapidarie di epoche diverse. La costruzione del complesso inizia nel 1399 e si conclude quasi un secolo dopo, nel 1481 e ben presto il complesso diventò punto di riferimento per tutta la cittadinanza cuneese, che qui si riuniva nelle occasioni importanti. L’esercito di Napoleone utilizzò poi chiesa e convento come caserma e guarnigione militare.

Santa Croce

La chiesa di Santa Croce e il vicino palazzo già sede dell’ospedale, oggi in parte occupato dalla biblioteca 0-18 e dal deposito del Museo Civico e in futuro destinato a diventare la sede anche della nuova biblioteca Civica, risalgono al Settecento e sono stati realizzati dalla confraternita di Santa Croce. Nel medesimo isolato, la Confraternita aveva già realizzato un primo oratorio a metà del ‘400, sostituito da una chiesa costruita tra il 1470 e il 1482. Nel 1708 la Confraternita decise poi di costruire quella oggi esistente, progettata dall’architetto Antonio Bertola con direttore dei lavori il monregalese Francesco Gallo.

San Sebastiano e Museo Diocesano

Con il suo caratteristico campanile colorato e aguzzo, risalente al 1595, la chiesa di San Sebastiano è posta all’ingresso di Contrada Mondovì, una delle strade più caratteristiche del centro storico e una delle più amate dai cuneesi.

Nel Medioevo qui si ergeva la chiesetta di San Giacomo: la chiesa è stata poi ristrutturata profondamente con interventi successivi.

Nel complesso è presente la sede del museo diocesano San Sebastiano di Cuneo, inaugurato nel 2012 dopo un profondo intervento di recupero. Il percorso proposto passa attraverso le devozioni dell’antica Confraternita e si snoda tra spiritualità e cultura della città. In contrada Mondovì è presente anche la sinagoga. Uno degli ingressi dell’antico ghetto è in Contrada Mondovì 24, da cui si accede alle case dell’ex quartiere ebraico: la sinagoga è stata restaurata a fine Ottocento e presenta una facciata semplice con due portoncini in legno sormontati da un’architrave ad arco e una preziosa architettura interna.

 

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