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Martedì 28 settembre 2021

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Strade della compassione per un caso di assassinio

“Il miracolo di Sant’Elena”: con discrezione tra le pieghe di una fede semplice all’ombra della storia

La Guida - Strade della compassione per un caso di assassinio

Il miracolo di Sant'Elena

A informare di sé tutto il romanzo di Massimo Torrelli c’è un sottile continuo rimando tra cielo e terra. Una forma di collaborazione che se non è dimostrabile da parte del primo, certo è richiesta alla seconda: “Mi piace pensare – dice l’autore – che coloro che sono stati elevati agli onori degli altari si avvalgano molto spesso della collaborazione di persone in carne e ossa, anche se non necessariamente credenti”.
Ed è una cooperazione che non fa mai clamore, per questo sapientemente Torrelli dosa i rimandi a Sant’Elena. La chiama in causa per una cappella voluta in suo onore duecento anni fa, ma poi sembra quasi dimenticarla per seguire l’intreccio del suo romanzo che apre da subito sull’omicidio di uno sconosciuto.
La notizia del ritrovamento del cadavere mette in subbuglio Terramozza, tranquillo paese di montagna, popolato di gente semplice. Tutti si conoscono, il pettegolezzo è di casa, il che non guasta per le indagini del maresciallo Mezzacapa, ma servono prove certe. Ad aiutarlo c’è Luigi, uomo con due guerre sulle spalle, un’avversione verso tutto ciò che è potere, persona mite che però non ha dimenticato chi ha ucciso freddamente quanto inutilmente il suo mulo.
Un aereo militare precipitato nel 1945 proprio vicino alla cappella, i ricordi dei soprusi nazisti costellano la narrazione, ma l’autore è abile a controllare il materiale narrativo. Affiora qualche nota storica, ma Torrelli si guarda bene dal farne parte integrante del romanzo che, ha chiarito all’inizio, è opera di fantasia. Al più insinua qualche collegamento, ben sapendo che presto si prenderà gioco del lettore smontando le sue supposizioni.
Un’abilità tecnica anche per quanto riguarda i personaggi che vengono presentati e subito accantonati. Bisogna dar tempo al tempo: poco per volta saranno coinvolti nelle indagini come quella Nina, figura appena accennata poi imposta come chiave di volta.
Vale anche per Sant’Elena. Ma a una santa spetta un ruolo da scoprire e valorizzare non all’interno di indagini dei Carabinieri. Il suo intervento si può scorgere solo con occhi diversi capaci di decifrare i segni e magari lasciarsi muovere da una compassione profondamente umana.

Il miracolo di Sant’Elena
Massimo Torrelli
Primalpe
14 euro

 

 

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