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Giovedì 21 ottobre 2021

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Dalla valle Varaita una lettera a Draghi, a Cirio e all’Uncem

L’Unione montana contesta i criteri penalizzanti per l’apertura dei ristoranti

La Guida - Dalla valle Varaita una lettera a Draghi, a Cirio e all’Uncem

Frassino – L’Unione montana della valle Varaita ha inviato una lettera di richiesta di intervento sul tema della riapertura dei locali di ristorazione in zona montana al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, al presidente della Regione Alberto Cirio e ai presidenti Uncem nazionale, Marco Bussone e della Delegazione piemontese, Roberto Colombero. Nella lettera, il presidente dell’Unione Silvano Dovetta  chiede di valutare “quanto alcuni criteri adottati per la graduale ripresa delle attività  economiche siano assurdi e assolutamente penalizzanti per la montagna”. In particolare, ci si riferisce alla norma che prevede che il servizio di ristorazione al tavolo possa essere effettuato anche a cena, ma solo all’aperto, servizio che dal primo giugno potrà essere consentito al chiuso, ma solo dalle ore 5 alle 18, con esclusione pertanto della cena. Di fatto penalizzando in modo grave la montagna dove “neppure durante il mese di agosto al di sopra degli 800 metri di quota in tutto l’arco alpino è possibile cenare all’aperto”. L’Unione montana chiede quindi di “intervenire in merito, facendovi carico anche delle istanze della montagna che geograficamente resta comunque una parte preponderante della penisola italiana” e dove l’economia è fragile: “In alcuni comuni esiste a volte un unico locale che non solo è bar o ristorante, ma anche punto di aggregazione con un’alta valenza sociale per la popolazione del luogo. Se queste strutture dovessero chiudere perché lo Stato, le Regioni e tutte le amministrazioni pubbliche non sono in grado di metterle in condizioni di lavorare, sarebbe un danno irreparabile cui nessuna tardiva azione potrebbe porre rimedio”.

 

 

 

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