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Lunedì 6 dicembre 2021

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In un anno l’export in Piemonte ha perso quasi 2 miliardi di euro

Presentato il rapporto annuale sull'economia e la finanza dei distretti industriali elaborato da Intesa Sanpaolo

La Guida - In un anno l’export in Piemonte ha perso quasi 2 miliardi di euro

Torino – “Abbiamo deciso di lavorare in questi mesi per un assetto della banca per essere vicini alle imprese delle filiere. Abbiamo costruito un assetto organizzativo che vede al nostro interno le diverse missioni del piano sul fronte della consulenza del credito. Entro il 2026 siamo in grado di erogare 270 miliardi di euro alle imprese coinvolte nel Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Lo ha detto giovedì’ mattina il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso della presentazione del rapporto sui distretti industriali.
A un anno di distanza dallo scoppio della pandemia, il Rapporto si pone l’obiettivo di rappresentare lo stato di salute dei distretti, evidenziando le criticità da superare, i fattori di resilienza su cui far leva e le priorità da affrontare per un rilancio economico duraturo e sostenibile. Secondo le previsioni, dopo un calo di fatturato stimato pari al 12,2% nel 2020, per il 2021 è atteso un rimbalzo dei livelli produttivi, con un incremento dell’11,8%. Il recupero sarà parziale e lascerà il fatturato dell’aggregato distrettuale del 3% circa inferiore al livello del 2019.
Guardando al Piemonte, nel 2020 l’export dei 12 distretti della regione è diminuito del 16,8%, più della media nazionale. L’export è sceso a quota 9,5 miliardi di euro: in un solo anno sono stati persi quasi 2 miliardi. In forte sofferenza i due distretti del Sistema moda, l’Oreficeria di Valenza e il Tessile di Biella, colpiti dalla chiusura degli esercizi commerciali, dal calo dei consumi di beni voluttuari e dal crollo del turismo.
Spiccano in positivo i distretti dell’Agro-alimentare che hanno mostrato un aumento dell’export (+2,8%), grazie al traino di Caffè, confetterie e cioccolato torinese (+14,8%), Riso di Vercelli (+12,4%) e Nocciola e frutta piemontese (+11,2%). Buona tenuta anche per i Vini di Langhe, Roero e Monferrato (-0,6%) e i Dolci di Alba e Cuneo (-1,2%). Atteso un buon rimbalzo nel 2021, soprattutto nella filiera metalmeccanica. Il processo di recupero sarà più lento per il Sistema moda.
Le filiere di prossimità rimangono un fattore competitivo nei distretti: i fornitori sono molto più vicini ai committenti di quanto avviene altrove. Nei distretti piemontesi la distanza delle forniture è pari a 116 km, 41 km in meno di quanto osservato nelle aree non distrettuali italiane.
La crisi ha accelerato l’utilizzo del digitale nel B2B e nel B2C: nel manifatturiero dei territori piemontesi l’utilizzo di soluzioni digitali nei processi produttivi e nella logistica ha sfiorato il 40%, quasi cinque punti percentuali in più rispetto alla media nazionale.
Si rafforza la sensibilità alla transizione ecologica: la quota di brevetti ambientali è più che raddoppiata rispetto ai primi anni duemila. In Piemonte si è messo in evidenza il distretto del Caffè, confetterie e cioccolato torinese che si posiziona al 9° posto in Italia (e al 1° tra i distretti agro-alimentari) per numero di brevetti in tecnologie ambientali, con una quota del 2,3% del totale dei brevetti green presentati dai distretti italiani. Per quanto riguarda il capitale umano, crescente  è stato il ruolo degli Istituti Tecnici Superiori nel fornire personale qualificato, ra il 2010 e il 2020 coinvolti 3.218 studenti in Piemonte, l’8% del totale italiano, ma la strada è ancora lunga.

 

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