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Martedì 27 luglio 2021

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I fattori di rischio a 10 anni da un intervento di bypass aortocoronarico

Studio del “Santa Croce e Carle” con Istituto superiore Sanità e Università di Torino finanziato da Ministero della Salute

La Guida - I fattori di rischio a 10 anni da un intervento di bypass aortocoronarico

Studio "Priority", ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo

Cuneo – Che cosa succede ai pazienti operati di bypass aortocoronarico dopo dieci anni dall’intervento? È questo l’interrogativo cui ha cercato di rispondere lo studio denominato “Priority”, condotto dal Dipartimento cardio-toroco-vascolare dell’azienda ospedaliera “Santa Croce e Carle” di Cuneo e conclusosi in questo giorni, dopo quattro anni di ricerca.
Il lavoro ha beneficiato di un’importante sovvenzione del Ministero della Salute ed è stato portato avanti su 41.746 casi, con un finanziamento erogato nell’ambito del bando per la Ricerca Finalizzata 2013, in collaborazione con la Regione Piemonte, l’azienda ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino, il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale della Regione Lazio e l’Istituto Superiore di Sanità.
“Sono stati coinvolti – spiega il dr. Fabio Barili della Cardiochirurgia di Cuneo e referente dello studio -pazienti in tutto il territorio nazionale. Lo studio ha consentito di identificare i fattori di rischio a lungo termine e ha creato dei calcolatori che stimano le probabilità, inserendo alcuni parametri, su un paziente che oggi verrà sottoposto a un intervento di bypass aortocoronarico”.
“Questo modo di lavorare, attraverso i dati e non attraverso le impressioni, è il futuro della scienza e della medicina – sottolinea il dr. Claudio Grossi, primario di Cardiochirurgia -. Questo studio rappresenta un passaggio metodologico epocale, in quanto la valutazione dei risultati delle cure è stata portata su scala nazionale, con un’attendibilità ampie e un periodo molto lungo”.
“I risultati dello studio ‘Priority’ – aggiunge il dr. Alessandro Locatelli, direttore del Dipartimento Emergenze e Aree critiche – serviranno per definire le tecniche e le tecnologie che possono essere applicate nelle cure, alla luce del numero e delle caratteristiche delle complicanze che i pazienti svilupperanno nei prossimi 10 anni”.
La malattia coronarica è una patologia molto diffusa in tutto il mondo e, nei prossimi 20 anni, è previsto un aumento del 16% della sua prevalenza con un forte impatto in termini clinici e di allocazione delle risorse. L’intervento di bypass coronarico rappresenta il trattamento d’elezione per la malattia coronarica. In Italia vengono effettuati oltre 22.000 interventi ogni anno.
Info su: https://www.outcomeresearch.it/PRIORITY/

 

 

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