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Domenica 18 aprile 2021

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Segni di vita narrati come su un campo da gioco

“La fotografia e altre microscopiche tracce” nei racconti di Renato Peruzzi sul filo della fantasia

La Guida - Segni di vita narrati come su un campo da gioco

Tracce: di oggetti, di pensieri, di persone. Sono le tracce che segnano le pagine di questa antologia di racconti di Renato Peruzzi un po’ autobiografici un po’ frutto di fantasia.
È l’autore stesso a spiegare esplicitamente la genesi del libro. Alla base c’è la “passione di prendere episodi di piccola storia e di romanzarli, aggiungendo qualcosa che i personaggi avrebbero potuto immaginare, sentire, vedere, intricando le diverse situazioni dai punti di vista di chi osservava quegli eventi”. Ci aveva già pensato un illustre predecessore come Alessandro Manzoni quando teorizzava il verosimile come soggetto della narrativa. Quello di Peruzzi è un verosimile più semplice, ma non meno ancorato alla realtà. Ce lo vuole confermare lo stesso autore alla fine.
È un verosimile che si costruisce intorno a queste tracce che l’autore scova ovunque sul mercatino delle pulci, tra i giocattoli dell’infanzia, nelle notizie dei giornali. Brandelli di vita che nella penna di Peruzzi si arricchiscono di brio, di originalità sempre attenti a non travalicare nella pura fantasia.Dietro c’è la passione per la pallacanestro, già oggetto di una vivace autobiografia sportiva raccontata in un precedente libro. La “palla spicchi con brufoli” aleggia ovunque nella forma del ricordo, ma sembra trasparire anche nel ritmo dei singoli racconti. Tutti impostano il soggetto come un’azione sul campo di gioco: una serie di brevi annotazioni, qualche scarto fuori campo, poi scatta il “terzo tempo”: due passi con elevazione che schiaccia la palla in canestro, che chiude quella manovra di avvicinamento alla chiusa del racconto che sempre risulta inattesa. Ed è gioco di squadra anche nell’intreccio delle storie: la pipa rintracciata su una bancarella all’inizio, pronta a raccontare la sua storia, ritornerà altrove; il soldatino verde riapparirà come ombra poco più avanti; le bombe nucleari affondate inesplose nel Mediterraneo riaffiorano nelle righe di un racconto di marziani sulla terra.
Ci sono però anche i giocatori liberi, quelli che inventano un’azione e colgono di sorpresa il pubblico/lettore. Come funamboli della narrazione non si preoccupano di sconfinare in situazioni surreali come il coccodrillo che gioca a carte o la vecchia signora diafana, le dita aguzze, le mani nodose.

La fotografia e altre microscopiche tracce
di Renato Peruzzi
Nerosubianco
16 euro

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