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Giovedì 18 agosto 2022

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La ricostruzione dell’eccidio e la giustizia senza risposte

“Ceretto 5 gennaio 1944” riedizione riccamente ampliata della ricerca storica di Livio Berardo

La Guida - La ricostruzione dell’eccidio e la giustizia senza risposte

Il 5 gennaio 1944 si compie a Ceretto sulle colline di Busca uno dei più efferati eccidi a opera delle truppe naziste insieme ai repubblichini della zona: 27 morti e molte case incendiate. A questo fatto storico Livio Berardo aveva dedicato nel 1974 un libro che si fondava principalmente sulle testimonianze molte delle quali dalla voce dei parenti delle stesse vittime.
A distanza di anni il testo viene ripubblicato con notevoli arricchimenti documentari disponibili ora grazie anche all’accessibilità degli archivi in Germania. In questo modo l’autore può ricostruire la situazione della zona compresa tra la bassa valle Varaita, Costigliole, Villafalletto e Busca. Un quadro che spazia sia sulle forze partigiane sia su quelle repubblichine sia, infine sull’”apparato repressivo tedesco” con la presenza di militari della Luftwaffe con il comando a Pinerolo e basi in vari paesi da Lagnasco ad Airasca, dove era disponibile un campo di volo, fino a Villafalletto dove a dicembre arriva un centinaio di soldati.
Le incursioni di rappresaglia e rastrellamento dei tedeschi si erano fatte frequenti in quella fine anno per far fronte alle operazioni delle bande partigiane. I civili sono coinvolti direttamente: “con una popolazione terrorizzata sarebbero venute meno le possibilità di sopravvivenza per le formazioni partigiane”.
La data, 5 gennaio giorno di mercato a Villafalletto da dove l’operazione parte, non è casuale. Infatti, dice l’autore, “non era raro che i tedeschi scegliessero un giorno di mercato o un festivo in cui si celebrasse la messa: il carattere dell’azione repressiva richiedeva un pubblico”. Il rastrellamento sale dunque verso la collina con una manovra a tenaglia volta a bloccare la via di fuga a chiunque. Ogni passo è segnato dalla violenza di cui Livio Berardo riporta puntualmente le varie tappe sottolineando anche la ferocia che distinse i “complici fascisti”.
La ricerca dedica un ampio spazio a quanto accade dopo la guerra alla ricerca infruttuosa di giustizia che non riconosce le colpe di coloro che da Villafalletto sostennero la rappresaglia. In Germania le cose non vanno certo meglio se uno dei militari che diressero le operazioni viene promosso generale poi capo di Stato maggiore della Luftwaffe ricoprendo poi persino un posto di comando nella Nato.

Ceretto 5 gennaio 1944
di Livio Berardo
Fusta
16,50

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