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Venerdì 24 settembre 2021

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Cuneo-Ventimiglia al palo: l’Italia i soldi li ha?

Il consigliere Martinetti (M5S): la Regione Piemonte non sta facendo nulla per la linea ferroviaria

La Guida - Cuneo-Ventimiglia al palo: l’Italia i soldi li ha?

Torino – Dopo la straordinaria passerella mediatica per la ferrovia delle Meraviglie vincitrice del censimento I luoghi del cuore 2020 del Fai, il consigliere regionale albese Ivano Martinetti (M5S), vicepresidente della Commissione regionale Trasporti, interroga l’assessore Marco Gabusi sul futuro della linea. Interrotta a Fontan per i lavori sul ponte ad arcature, ancora per tutto aprile, la ferrovia potrebbe riprendere il servizio di trasporto nella primavera per Nizza ma non per Ventimiglia.

Nei pressi della frontiera con l’Italia, in territorio francese, è necessaria la ricostruzione di un terrapieno di cui si deve far carico il nostro paese. Un cantiere di circa 2,5 milioni euro che ad oltre cinque mesi dalla tempesta Alex non si sa ancora quando comincerà. Per Martinetti, la Regione non sta facendo nulla per la ferrovia, nonostante l’approvazione pochi giorni dopo l’alluvione di un suo ordine del giorno in cui si impegnava a verificare: “Urgentemente la possibilità di ripristino e potenziamento del servizio ferroviario passeggeri sulla linea Cuneo-Limone-Ventimiglia”. 

Per rimettere in piedi le tratte di competenza dell’area colpita dall’alluvione e migliorare le ferrovie minori, la Francia investirà 395 milioni di risorse statali ed europee. Secondo Martinetti, la Regione è invece ferma al palo. “Siamo contenti che la Francia abbia a disposizione le grandi somme annunciate. Le vedremo nella Cig (Conferenza intergovernativa per i collegamenti nelle Alpi del Sud)” risponde Gabusi e prosegue: “Sulla linea Cuneo-Ventimiglia-Nizza la Regione Piemonte ha messo in campo azioni immediate: abbiamo chiesto a Rfi (Rete ferroviaria italiana) di dirci quale potrà essere la massima capacità sulla linea una volta che sarà ripristinata la tratta danneggiata dalle alluvioni. Parliamo di 4 o 5 coppie di corse al giorno, che sono il doppio di quelle attuali. Molto altro non possiamo fare in questo momento poiché la tratta è chiusa. Al di là degli annunci roboanti da parte di alcuni Ministri, magari anche nostri, ma soprattutto francesi, la realtà è che la tratta oggi è chiusa. Gli aggiornamenti che abbiamo confermano che la Cig è stata convocata per l’inizio di maggio e in quella sede avremo i dati ufficiali. Sappiamo inoltre che Rfi ha proposto diverse soluzioni progettuali per la tratta a sud di Breil e che è ancora in attesa di ricevere l’autorizzazione da parte francese per poter effettuare lavori con le proprie squadre”.

Gabusi difende la Regione dalle accuse di immobilismo: “Il tema è più ampio e va posto in questo momento al tavolo del governo. Il tema infrastrutturale ci consentirebbe di avere quelle 4 o 5 coppie di corse, poi queste corse vanno pagate. Stiamo esaltando questa tratta come tratta internazionale, come Ferrovia delle Meraviglie, come collegamento importante del Nord Ovest italiano e della Comunità Europea; è molto difficile comprendere come sia solo il Piemonte a dover contribuire. Riteniamo che questo tipo di collegamenti debba essere dotato di un fondo a parte dal Ministero delle Infrastrutture. Siamo pronti a fare la nostra parte appena si potranno pianificare i servizi ferroviari completi e quando la linea sarà messa in sicurezza. Siamo in attesa di intervenire”.

In questa situazione è difficile individuare le responsabilità dirette per i tempi inaccettabili dell’avvio del cantiere tra Olivetta e Piena. Certo non sarebbe piacevole scoprire, come fa intendere l’assessore, che siano i francesi a “remare contro”. Nella prima fase dell’emergenza c’è stato grande impegno e disponibilità di Rfi per gli approvvigionamenti dei materiali ferroviari per la ricostruzione e il sostegno della nostra gente a prestare soccorso. E questo l’Italia lo dovrebbe rivendicare perché la tratta per Ventimiglia è un’emergenza vera per il cuneese e la Liguria di Ponente. Su quel cantiere a sud di Breil non c’è trasparenza da parte di Governo, Sncf e Rfi. La situazione è torbida. E non vorremmo che fosse determinata dall’incertezza dello stanziamento dei 2,5 milioni di euro di lavori a carico dell’Italia.

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