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Venerdì 24 settembre 2021

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Quell’interpretazione del numero 13 da due punti di vista opposti

Processo per lezioni e minacce a Garessio: avrebbe picchiato l'amico a cui aveva affidato l'auto durante i mesi lontani da casa

La Guida - Quell’interpretazione del numero 13 da due punti di vista opposti

Garessio – È proseguito al tribunale di Cuneo il processo per lesioni e minacce in cui è imputato F.R. di Garessio, che avrebbe picchiato e minacciato un suo concittadino a cui aveva affidato la sua auto durante i mesi in cui era stato lontano dall’Italia per lavoro.
L’auto aveva subito un incidente ed era stata riparata ma, secondo la vittima dell’aggressione, quella riparazione non era sufficiente. Così una sera di marzo del 2018, F.R. avrebbe picchiato l’amico con un bastone e lo avrebbe minacciato pesantemente se non avesse lui stesso acquistato l’auto ormai incidentata per 25 mila euro e non ne avesse intestata un’altra nuova a sua moglie.
“Mi disse  – ha riferito in aula la parte civile costituita in giudizio – che era stato mercenario in Jugoslavia e che aveva già ucciso dodici volte, per tutto il tempo mi disse che ero il numero tredici, e minacciò anche mio padre”.  Oltre alle minacce ci sarebbero state anche le bastonate, calci e pugni.
Diversa la versione dei fatti resa dall’imputato nel corso dell’ultima udienza, “avevo notato che l’auto funzionava male, le ruote erano storte e pendeva da un lato – ha dichiarato l’imputato -. Quella sera ci siamo visti vicino casa sua e lui stesso si era offerto di comprarmi un’auto nuova e tenersi quella lì. Io accettai e prendemmo accordi per andare in concessionaria il giorno dopo. Non lo picchiai e non lo minacciai. Scherzando gli dissi che era un numero tredici perché è un numero che porta sfortuna, dato che gli va sempre tutto storto e rompe tutto quello che tocca”.
Recatosi all’ospedale il giorno dopo, all’uomo vennero curate delle lesioni al collo. Anche un collega di lavoro della presunta vittima dell’aggressione avrebbe confermato di aver visto per due volte l’imputato presentarsi nel locale dove l’uomo lavorava chiedendo di lui. Il processo è stato rinviato al 12 aprile per la discussione.

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