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Sabato 15 maggio 2021

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Tutte le regioni dell’arco alpino a confronto sulla questione lupi

Verrà costituito un tavolo politico, guidato dal Piemonte, che formuli un documento per dare nuovi strumenti innovativi rispetto a quelli vigenti, prendendo spunto dalla Francia

La Guida - Tutte le regioni dell’arco alpino a confronto sulla questione lupi

Cuneo – Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Province di Trento e Bolzano si sederanno intorno a un tavolo per impostare un lavoro comune sul delicato tema della convivenza uomo-lupo. È quanto emerso dall’incontro appena avvenuto tra gli assessori competenti di tutte le Regioni dell’arco alpino.
Verrà quindi costituito un tavolo politico, guidato dal Piemonte, che, prendendo spunto anche dalle legislazioni vigenti in altri Paesi europei come la Francia, formuli un documento che punti a dare ai territori strumenti innovativi rispetto a quelli vigenti da sottoporre al Ministero dell’Ambiente.Dal confronto è emerso che il numero di lupi presenti in diverse zone del Nord Italia porta a pensare che in alcune aree delle Alpi sia stato raggiunto uno stato soddisfacente di conservazione delle specie, tale che si possa iniziare a considerare la possibilità di introdurre nuove misure di contenimento, per tutelare innanzitutto gli allevatori, ma anche, in prospettiva, il turismo, visto che il moltiplicarsi di notizie circa attacchi ai branchi o avvistamenti vicino ai luoghi abitati scoraggia i frequentatori delle vallate.
“Solo in Piemonte – ha affermato il vicepresidente Fabio Carosso che ha indetto e voluto l’incontro – si contano oltre 450 esemplari di questa specie, laddove in tutta la Francia il loro numero è di circa 550. È evidente come una presenza così importante, con il susseguirsi di assalti agli animali e di avvicinamenti ai centri abitati, necessiti di un cambiamento di politica, di trovare delle regole diverse da quelle attuali, perché insieme alla biodiversità, che deve essere preservata, si riescano a tutelare anche le categorie socio-economiche”.
Ad applaudire la costituzione del tavolo anche la Coldiretti Piemonte: “La Regione -ha detto Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato Confederale – ha recepito la nostra richiesta di tornare ad essere protagonista diretta nella gestione del lupo visto il crescente numero di esemplari attuando efficaci azioni di prevenzione e mitigazione, ma anche, se le condizioni lo dovessero richiedere, nuove misure di contenimento di lupi e ibridi per consentire ai pastori e agli allevatori di svolgere l’attività produttiva in sicurezza. Serve anche lavorare urgentemente per arrivare ad indennizzi, da erogare in tempi rapidi, che coprano sia i danni diretti sia quelli indiretti a mandrie e greggi e ad avere un iter immediato di certificazione del danno”.

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