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Venerdì 30 luglio 2021

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Sci e montagna si mobilitano, con sindacati e categorie

Lunedì 22 dalle 10 a Cuneo in corso Dante protesta "il popolo della montagna". A Prato Nevoso serrande abbassate. I sindacati chiedono tutele e ristori per tutti i lavoratori, anche quelli stagionali

La Guida - Sci e montagna si mobilitano, con sindacati e categorie

Cuneo – Il mondo dello sci e della montagna non ci sta, non accetta le mancate aperture e il rinvio della stagione del turismo bianco a inizio marzo: in questi giorni cresce la mobilitazione di chi in quel comparto della montagna lavora e vengono organizzate manifestazioni.
Si annuncia significativa quella di lunedì 22 febbraio a Cuneo, dalle 10 in corso Dante, davanti a Confindustria Cuneo (che ospita anche l’organizzazione di categoria degli impianti Cuneo Neve): sotto il titolo “Il popolo della montagna. Tenete in vita la montagna” sono attesi gli operatori del mondo della neve, per far sentire le loro ragioni e le loro rivendicazioni di fronte a decisioni che condannano lo sci, l’occupazione diretta e tutto l’indotto, dalle stazioni sciistiche alle vallate e al territorio circostante.
Accanto ai lavoratori della neve si schierano anche i sindacati, con una nota diffusa dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil per chiedere tutele anche per gli stagionali: “La decisione del governo di prolungare la chiusura degli impianti sciistici ha messo in grande crisi una parte importante del comparto turistico delle vallate cuneesi. Certo le imprese stanno subendo danni enormi e chiedono ristori immediati e adeguati, ma soprattutto non dobbiamo dimenticare i lavoratori e lavoratrici stagionali che sono rimasti senza occupazione, senza reddito e privi di ammortizzatori sociali. In provincia di Cuneo gli addetti agli impianti di risalita e quelli impiegati nell’indotto turistico, compresi gli stagionali, sono circa un migliaio di persone. Sono lavoratori che devono essere tutelati al pari delle imprese, soprattutto chi non è stato ricollocato dopo la stagione estiva e si trova con l’unico strumento di garanzia, la Naspi, agli sgoccioli. È inoltre necessario un prolungamento del Fis (fondo integrazione salariale) per i lavoratori che non sono stati licenziati grazie al blocco dei licenziamenti. Il governo deve agire urgentemente e la Regione Piemonte, oltre a portare la doverosa solidarietà ai lavoratori del settore, deve fare la sua parte mettendo risorse proprie”.
A Prato Nevoso, poi, un’altra iniziativa, sempre per lunedì 22: operatori dello sci e commercianti uniti nella protesta, con le serrande abbassate “contro le decisioni assurde del governo”.
“Nel vuoto colpevole di un governo – lamentano i vertici di Prato Nevoso SpA – che ha umiliato lo sci italiano, anche chi vive di commercio, indotto, ristorazione è rimasto solo. A Prato Nevoso, come in tutte le stazioni sciistiche, lo sci dà lavoro a centinaia di imprese, negozi, attività ed è proprio tutto questo mondo che ha deciso di tenere tutti i negozi chiusi per aderire in massa alla importante iniziativa lanciata dal ‘popolo della montagna’ che si terrà a Cuneo il 22 febbraio alle 10. Il popolo della montagna non sono solo i lavoratori e gli operatori delle stazioni sciistiche, bensì è tutto l’indotto e un intero territorio che basa la sua economia sul turismo della neve”.

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