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Mercoledì 10 agosto 2022

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Un pasto al caldo per gli operai che lavorano in montagna

La richiesta del consigliere regionale Paolo Bongioanni ai Prefetti del Piemonte

La Guida - Un pasto al caldo per gli operai che lavorano in montagna
Lavori a Limone Piemonte

 

Torino – Permettere ai lavoratori impegnati in cantieri allestiti nelle aree montane di consumare un pasto seduti all’interno di locali chiusi e riscaldati. È questa l’istanza avanzata dal consigliere regionale Paolo Bongioanni, che ha scritto ai Prefetti del Piemonte (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Torino e del Verbano Cusio Ossola) per ottenere una deroga alla norma che per le zone arancio prevede il solo asporto delle vivande dai locali di ristorazione.
Nella lettera il consigliere sottolinea che gli operai spesso restano fuori casa tutto il giorno, effettuano lavori pesanti che richiedono un adeguato apporto calorico e che il consumare uno spuntino esposti al clima rigido del periodo invernale può costituire per i lavoratori un rischio per la salute. Inoltre, i luoghi montani, per la scarsa densità demografica, non sono equiparabili alle aree metropolitane e nei locali di ristorazione non sussistono, quindi, gravi rischi di assembramento. “I pranzi o le cene di lavoro – conclude Bongioanni – non possono essere equiparati ad un’occasione di assembramento sociale, ma sono legati alla vita lavorativa e rappresentano una necessità. Giova altresì ricordare che nei Comuni montani non ci sono zone con evidenti focolai attivi di Coronavirus e il numero di contagi e il rapporto positivi/tamponi risulta molto più basso rispetto alle aree urbane”.

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