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Domenica 7 marzo 2021

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Muore Tino Piacenza, figura storica dell’alpinismo cuneese

Di Sant'Anna di Valdieri, 91 anni, era stato il primo gestore dei rifugi Cai del cuneese, conosciuto da tutti coloro che amano la montagna

La Guida - Muore Tino Piacenza, figura storica dell’alpinismo cuneese

Sant’Anna di Valdieri – È morto oggi martedì 19 gennaio a 91 anni Giovanni Basstista Piacenza, per tutti Tino, storico personaggio dell’alpinismo cuneese, primo gestore dei rifugi del Cai di Cuneo. Era da un po’ di tempo alla casa di riposo di Boves, città dove abita la figlia e avrebbe compiuto 92 anni fra dieci giorni. “Un vero uomo della montagna che la vita ha fatto  crescere in fretta” come lo aveva ben definito Ilario Tealdi in un’intervista su “Montagne nostre”. È stato il primo custode dei rifugi del Cai di Cuneo, apprezzato e ricordato ancora adesso da tutti per la disponibilità, la passione e la grande sensibilità nell’accoglienza semplice e sincera.
Nato a Sant’Anna di Valdieri da una famiglia contadina, rimase orfano di padre a 10 anni con tre sorelle. Inizia a lavorare per i militari in valle nel tempo di guerra, ricordava lo stesso Piacenza nell’intervista: “Uno dei lavori che i militari ci affidavano era quello di fare “la trasera” , che significava  battere la traccia nella neve. Durante il periodo invernale, quando iniziavano le nevicate, tutti i collegamenti  con le postazioni militari in quota dovevano essere tenuti aperti e tracciati”. Poi si dedicò al trasporto di sale e dopo la guerra iniziò il suo lavoro in montagna con le mucche e con tutti i lavori che la montagna permetteva. Poi nel 1963 con la moglie Nuccia prese in gestione il rifugio Livio Bianco iniziando la collaborazione con il Cai nei rifugi: poi il Remondino,  il Morelli, il Gandolfo, il Varrone. “La gente passava dalla nostra casa a Sant’Anna a prendere le chiavi – ricordava -.  Tenevamo il conto di quante persone erano salite per evitare che andassero su più persone dei posti disponibili e lasciavamo un tagliando”.
Una figura straordinaria che tutto il mondo dell’alpinismo cuneese e non solo conosceva e a cui era affezionato. “Ho fatto tanti passi in montagna, – conlueva l’intervista con Tealdi – qualche volta per piacere, altre per dovere. Sono andato tutta la vita su  e giù per i sentieri, li conosco a memoria, conosco tutte le pietre. Ancora adesso tanti passano a trovarci e salutarci: sono visite che ci fanno piacere,  scaldano il cuore.Abbiamo affrontato grandi fatiche per mantenere in ordine e funzionali i rifugi e lo abbiamo fatto sempre con tanta passione. Se dovessi ritornare indietro rifarei tutto quel che ho fatto, non rinnego nulla”.
Lascia la moglie Caterina Rabbia conosciuta come Nuccia e la figlia Mirella. I fuenrali si terranno nella chiesa parrocchiale di Sant’Anna di Valdieri giovedì 21 gennaio alle 15 con tumulazione mnel cimitero del paese.

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