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Domenica 7 marzo 2021

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L’impegno civile del passato è richiamo anche per l’oggi

Su “Il presente e la storia”: Mario Giovana, la guerra di Libia e la riflessione su storia e pandemia

La Guida - L’impegno civile del passato è richiamo anche per l’oggi

Sull’ultimo numero di “Il presente e la storia”, rivista dell’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Cuneo, sono pubblicati gli atti del convegno tenutosi a Mombasiglio sulla figura di Mario Giovana partigiano, giornalista, storico. Il sottotitolo “un politico fuori dal coro uno storico non accademico” precisa le coordinate di uomo e di cittadino entro cui si è mossa prima l’adesione alla lotta di liberazione e poi la militanza politica, perché “l’importante non è l’apparire”.
Il Convegno e gli Atti ora pubblicati colmano così una lacuna nei confronti di un personaggio che ha avuto un ruolo non solo durante la Resistenza, ma anche nel faticoso cammino del dopoguerra, nel ricostruire intellettualmente e politicamente un Paese che ha difficoltà nello scrollarsi l’eredità del Ventennio incarnato in figure che si riciclano nei nuovi orientamenti, istituzioni che sopravvivono e incertezze nelle linee politiche.
Alla figura del partigiano è dedicato il saggio di Marco Ruzzi che ripercorre il cammino di Giovana nell’antifascismo. Dal periodo del ginnasio a Torino con l’esperienza del giornale scolastico nel momento in cui l’Italia entra in guerra, Giovana approda alla prima esperienza di lotta nei Roeri, poi in Valle Gesso, e infine alla borgata Paralup dove si rende evidente “il divario fra la breve e fugace esperienza ribellistica della val Gesso e quella più compiuta e matura della valle Stura”.
È un’esperienza dove già si manifesta lo scarso interesse a ogni presenzialismo. Le stesse armi che ha in dotazione appaiono inadeguate al ruolo che di fatto ha svolto in questi mesi. Forse anche per questo nell’immediato dopoguerra non trova equo riscontro nei riconoscimenti ufficiali.
Ora è però tempo di agire per Giovana mettendo in campo le proprie doti di intellettuale e politico. Lavora alacremente nelle fila dal Partito d’Azione, ma soprattutto si impegna nel rileggere l’esperienza partigiana, nello scandagliare la società contemporanea studiando origini e sviluppi del neofascismo italiano e internazionale. In questo contesto si inseriscono anche i suoi lavori sul neocolonialismo, sulla lotta di liberazione in Algeria. Tutti saggi condotti con rigore nonostante le difficoltà nel reperire fonti autorevoli: “Sono alle prese con personaggi angolosi, reticenti al massimo, condizionati da grosse preoccupazioni personali e politiche”, confessa.
Gli altri saggi del “Presente e la storia” analizzano la figura dello storico George Mosse, la guerra in Libia del 1911 sotto l’aspetto della violenza di genere, la presenza ebrea in Savigliano. Un altro cerca di rispondere alla domanda “Mussolini era ebreo?”, mentre nella sezione “I giorni e i fatti” è la riflessione sul rapporto tra l’attuale pandemia e la memoria storica a imporsi, lasciando spazio anche alle riflessioni sulla resistenza civile e economica nel mondo globalizzato oltre che un breve ricordo in forma di racconto della “casa dell’ebreo”.

Mario Giovana. Un politico fuori dal coro uno storico non accademico
Autori Vari
Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Cuneo
20 euro

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