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Domenica 24 gennaio 2021

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Vaccini per il personale scolastico da febbraio in Piemonte? Non prima degli ultraottantenni

La richiesta di anticipare le vaccinazioni per la scuola ma in attesa rimangono i medici del territorio, liberi professionisti, odontoiatri e farmacisti

La Guida - Vaccini per il personale scolastico da febbraio in Piemonte? Non prima degli ultraottantenni

Cuneo – Vaccini subito a insegnanti e personale Ata della scuola, come avviene per quello sanitario. Lo ha chiesto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio al Governo e al ministro Speranza.
“Ho chiesto al Governo di poter anticipare la vaccinazione anti Covid del personale scolastico già in questa prima fase – ha detto Cirio -. S0no ricominciate le lezioni e il Piemonte ha messo in piedi un progetto per garantire l’attività didattica e prevenire la nascita di focolai, attraverso tamponi volontari gratuiti rivolti sia al personale docente e non docente che agli studenti delle seconde e terze medie. Ma il vaccino è un’arma fondamentale per questo desideriamo poter intervenire subito anche sul personale delle scuole, che è stata una delle categorie più colpite dalla seconda ondata del contagio”.
L’appello di Cirio si aggiunge però alla, lista delle richieste che sono arrivate soprattutto dal mondo della sanità. Perché la richiesta di anticipare la fase 1 non sono per medici e il personale di ospedali e Rsa, è arrivata anche dai medici di medicina generale sul territorio, i liberi professionisti, gli odontoiatri e i farmacisti. Tutte categorie sempre in prima linea e che chiedono di avere priorità.
Da Roma sembra però che la richiesta sul mondo della scuola possa essere ascoltata ed è possibile che in questi giorni possa essere modificato il piano vaccini approvato a dicembre, anticipando l’inserimento del personale della scuola nel piano di febbraio, subito dopo gli ultraottantenni. Ma per quel momento dovrà essere chiara anche la mappa dei centri vaccinali in modo da essere pronti per la vaccinazione in più larga scala. Una mappa che ancora non c’è, e che nelle intenzioni regionali dovrebbe avere più punti di vaccinazione possibile e capillarmente distribuiti sul territorio, che significa però tanto personale addetto.

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